Budget dell'Organismo di Vigilanza

di Giovanni Battisti.

L’Organismo di Vigilanza (OdV) deve poter disporre di adeguate risorse finanziarie, al fine di garantire e rendere concreto quell’autonomo “potere di iniziativa e di controllo” che il D.Lgs. 231/01 gli riconosce [1].

L’adeguatezza di tali risorse è da valutare in relazione all’attività di controllo che l’OdV intende porre in essere: pertanto sarà l’Organismo di Vigilanza stesso che, in base al proprio Piano Operativo, proporrà il proprio budget per l’approvazione al Consiglio di amministrazione (o, più in generale, all’organo dirigente).

Le linee Guida parlano di un “dovere di approvazione” del budget presentato dall’Organismo di Vigilanza [2], come se l’organo dirigente non potesse entrare nel merito della valutazione del “quanto” richiesto (e d’altronde, poiché l’OdV non ha un obbligo di presentare il proprio Piano Operativo all’organo dirigente, neppure potrebbe effettuare tale valutazione).

Confindustria nulla precisa circa l’eventualità che l’organo dirigente non approvi o riduca il budget proposto dall’Organismo di Vigilanza.

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[1] “Organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo” (Dlgs 231/01, art. 6, co. 1, lett. b)).

[2] “nel contesto delle procedure di formazione del budget aziendale, l’organo dirigente dovrà approvare una dotazione adeguata di risorse finanziarie, proposta dall’Organismo stesso, della quale l’Organismo potrà disporre per ogni esigenza necessaria al corretto svolgimento dei compiti (es. consulenze specialistiche, trasferte, ecc.)” (Confindustria, Linee Guida per la costruzione dei Modelli di Organizzazione, gestione e controllo, cap. III, par. 2.2. “Compiti, requisiti e poteri dell’organismo di vigilanza”, pag. 27).

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