Azioni di rivalsa dell’ente nei confronti dell’Organismo di Vigilanza nel caso di condanna ex D.Lgs. 231/01

di Giovanni Battisti.

Gli approfondimenti condotti [1] concordano nel ritenere che l’ente condannato ex D.Lgs. 231/01 per responsabilità “da reato” possa esperire azioni civili intese a conseguire, da coloro che ne hanno creato i presupposti, il risarcimento del danno economico conseguente alla condanna.

Tali azioni possono dirigersi sia contro lo stesso autore del reato, sia nei confronti dei diversi soggetti che violando i doveri inerenti alla carica rivestita (c.c., art. 1176, comma 2), abbiano reso possibile – anche al di fuori del concorso omissivo per mancato impedimento dell’evento, ex art. 40 comma 2 c.p. – la realizzazione del reato medesimo o la sua imputazione all’ente.
Tale potrebbe essere il caso dei membri dell’Organismo di Vigilanza (D.Lgs. 231/01, art. 6, comma 1 lett. b) che non abbiano vegliato in modo diligente sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli di organizzazione e gestione.

Confindustria aveva già escluso una possibile responsabilità penale dei membri dell’Organismo di Vigilanza per “omessa o insufficiente vigilanza”, in quanto non è previsto in capo all’organismo stesso alcun “obbligo giuridico di impedire l’evento” (art. 40, c. 2, c.p.).

In sintesi, escludendo i casi di dolo e di colpa grave, potrebbe sussistere una responsabilità civile dell’Organismo di Vigilanza per condotta omissiva, mentre non sussisterebbe una responsabilità penale.

E' pertanto opportuno che l’Organismo di Vigilanza valuti l'adozione di strumenti per mitigare o trasferire tale rischio (ad esempio, sottoscrivendo una polizza assicurativa di responsabilità civile professionale).


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[1] Giorgio Lattanzi, "Reati e responsabilità degli enti", Giuffrè editore, par. 4.8. L’azione di rivalsa dell’ente nei confronti dei responsabili, pagg. 276 e seguenti; Roberto Marraffa, “D.Lgs. 231/01: responsabilità degli enti”, editrice Ad maiora, par. 5. L’azione di rivalsa dell’ente nei confronti dei responsabili, pagg. 130 e seguenti.

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