Cenni sulla commisurazione della pena pecuniaria ai sensi del D.lgs. 231/01

di Matteo Grassi (LCG - Studio Legale Associato).

Le sanzioni pecuniarie previste dal D.Lgs. 231/01 devono essere quantificate con il sistema delle quote previsto dall’art. 11 del Decreto. In particolare, il numero delle quote deve essere individuato in considerazione della gravità del fatto e del grado di responsabilità dell’ente (anche con riferimento alla condotta tenuta in seguito alla commissione dell’illecito). Il valore della singola quota è, invece, determinato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente.

A questo proposito, alcuni dubbi potrebbero sorgere sulla quantificazione della quota nel caso in cui la sanzione debba essere irrogata ad una società facente parte di un “gruppo”. Infatti, potrebbe essere ipotizzato che la determinazione della quota debba essere effettuata riferendosi alle capacità economiche del gruppo e non della singola società. In verità, una tale ipotesi sembra essere smentita da un’interpretazione sistematica del Decreto. Infatti, l’art. 31 in tema di “determinazione delle sanzioni in caso di fusione o scissione” prevede che, nel caso in cui intervengano dette vicende modificative dell’ente, la sanzione debba essere irrogata tenendo conto delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente originariamente responsabile. Tale norma non può che far ritenere che, anche in caso di illecito commesso da società appartenente ad un gruppo, il valore della quota debba essere determinato esclusivamente sulle base delle condizioni economiche della società stessa e non del gruppo.

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