Salute e sicurezza sul lavoro - Legge n. 123 del 3 Agosto 2007

Con l'approvazione della legge 3 agosto 2007, n. 123, diventa operativa l'estensione della responsabilità dell'ente ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime commessi in violazione della normativa antinfortunistica e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro.

Legge n. 123 del 3 Agosto 2007, G.U. n. 185 del 10 Agosto 2007, "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia"

Art. 9. (Modifica del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)
1. Dopo l’articolo 25-sexies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito seguente:
«Art. 25-septies. - (Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro) – 1. In relazione ai delitti di cui agli articoli 589 [1] e 590, terzo comma [2], del codice penale [3], commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a mille quote.
2. Nel caso di condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si applicano le sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno».

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[1] Art. 589 c.p. - Omicidio colposo
[2] Art. 590, co. 3, c.p. - Lesioni personali colpose (commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro)
[3] Il sito Edizioni Giuridiche Simone così commenta: il co. 2 dell'art. 589 e co. 3 dell'art. 590 aggravamo rispettivamente il delitto di omicidio colposo e di lesioni personali colpose in presenza di violazioni alle norme che regolano la circolazione stradale e la prevenzione degli infortuni sul lavoro. [...] Per quanto riguarda la disciplina in materia antinfortunistica, è richiesta l’osservanza non solo di tali norme ma anche dell’articolo 2087 c.c. (vedi sotto), laddove vengano omesse quelle misure e quegli accorgimenti tali da consentire una più efficace tutela delle integrità fisica dei lavoratori.

art. 2087 c.c. Tutela delle condizioni di lavoro. — L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Commenti

  1. Finalmente una legge che tutela il cittadino e lavoratore. Speriamo che questo nuovo intervento metta fine alle morti bianche sul lavoro.

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  2. una legge che tutela chi ??? il lavoratore o l'imprenditore/dirigente ? la responsabilità ricadrà certamente su qualche sottopagato preposto a cui il dirigente/imprenditore gli avrà delegato ogni responsabilità in merito !! L'ENNESIMA LEGGE INCOMPLETA E POCO CHIARA !!!

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  3. L'intervento legislativo della L. 123/07 presenta sicuramente dei profili di difficile applicazione, ed in più punti la norma non è chiara. Tuttavia, la responsabilità introdotta con l'art. 9 (che modifica il D.Lgs. 231/01) non è delegabile, ed investe l'azienda.
    Un altro ragionamento lo farei invece in relazione alla sanzione prevista in caso di reato: perchè non prevedere un obbligo di destinazione (anche solo in parte) ad interventi di sensibilizzazione sul tema "sicurezza del lavoro"? O, per arrivare proprio all'utopia, ad un fondo a favore delle famiglie delle vittime?

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