Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nel D.Lgs. 231/01 (prossima entrata in vigore)

di Matteo Grassi e Davide Bertolazzi, dello studio legale associato LCG.

Con l’attuazione da parte del Governo della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonchè della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, è stato introdotto nella disciplina del D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-octies, che prevede la responsabilità degli enti per i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita di cui agli artt. 648, 648 bis e 648 ter del codice penale.

Pertanto, i delitti di riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita potranno comportare la responsabilità amministrativa dell’ente anche qualora non abbiano il requisito di “transnazionalità” (come era richiesto sino ad oggi).

Il delitto di ricettazione entra per la prima volta nell’ambito dei reati presupposto per l’applicazione del D.Lgs. 231/01 e, pertanto, le società dovranno valutare ex novo i relativi rischi.
Le sanzioni previste sono sia di natura pecuniaria (da 200 a 1000 quote) che interdittiva.

Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290, Supplemento Ordinario n. 268 del 14 dicembre 2007, e le relative disposizioni sono in vigore dal 29 dicembre 2007.

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