Obblighi informativi nei confronti dell'Organismo di Vigilanza

Le informazioni che devono essere trasmesse all'Organismo di Vigilanza.
di Giovanni Battisti.


Il Decreto Legislativo 231/01 stabilisce che i Modelli devono “prevedere obblighi di informazione nei confronti dell'organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli” (art. 6, co. 2, lett. d).

La Relazione di accompagnamento al Decreto non fornisce chiarimenti sul punto.

Le Linee Guida di Confindustria specificano che:
“L’obbligo di informazione all’organismo sembra concepito quale ulteriore strumento per agevolare l’attività di vigilanza sull’efficacia del Modello e di accertamento a posteriori delle cause che hanno reso possibile il verificarsi del reato.
Se questo è lo spirito della prescrizione normativa, allora è da ritenere che l’obbligo di dare informazione all’Organismo sia rivolto alle funzioni aziendali a rischio reato e riguardi: a) le risultanze periodiche dell’attività di controllo dalle stesse posta in essere per dare attuazione ai modelli (report riepilogativi dell’attività svolta, attività di monitoraggio, indici consuntivi, ecc.); b) le anomalie o atipicità riscontrate nell’ambito delle informazioni disponibili (un fatto non rilevante se singolarmente considerato, potrebbe assumere diversa valutazione in presenza di ripetitività o estensione dell’area di accadimento).
Nella specie le informazioni potranno riguardare, ad esempio:
- le decisioni relative alla richiesta, erogazione ed utilizzo di finanziamenti pubblici;
- le richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e/o dai dipendenti nei confronti dei quali la Magistratura procede per i reati previsti dalla richiamata normativa;
- i provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati di cui al D. Lgs. n. 231/2001;
- le commissioni di inchiesta o relazioni interne dalle quali emergano responsabilità per le ipotesi di reato di cui al D. Lgs. n. 231/2001;
- le notizie relative alla effettiva attuazione, a tutti i livelli aziendali, del modello organizzativo, con evidenza dei procedimenti disciplinari svolti e delle eventuali sanzioni irrogate ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni;
- i prospetti riepilogativi degli appalti affidati a seguito di gare a livello nazionale e europeo, ovvero a trattativa privata;
- le notizie relative a commesse attribuite da enti pubblici o soggetti che svolgano funzioni di pubblica utilità.”
(Confindustria, Linee Guida…, cap. 3, par. 3 Obblighi di informazione dell’organismo di vigilanza)

Nella pratica operativa “Molte società hanno previsto specifici flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza, i cui conenuti risultano tuttavia eterogenei (segnalazioni su fatti specifici, report strutturati dalla singole funzioni aziendali, informazioni dagli OdV delle società controllate, ecc.).” (PriceWaterhousecoopers, Genesi, evoluzione ed applicazione concreta del DLgs. 231/01, Atti del convegno “Forum Compliance Days”, Milano, 25 settembre 2007)

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