30 ottobre 2007

Privacy: necessità dell’adozione di un Regolamento per l’utilizzo di strumenti aziendali

Diamo il benvenuto al dott. Matteo Colombo che, con questo articolo, inizia a collaborare con il nostro sito per gli argomenti relativi al D.Lgs. 196/03 e, più in generale, alla gestione della privacy in azienda.


L'Autorità Garante della Privacy, con Provvedimento Generale pubblicato in G.U. n° 58 del 10 marzo 2007, prescrive ai datori di lavoro di informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli.

Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione sistematica delle e-mail così come il monitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori.

Viene inoltre indicata tutta una serie di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la possibilità, prevista solo in casi limitati, dell'analisi del contenuto della navigazione in Internet e dell'apertura di alcuni messaggi di posta elettronica contenenti dati necessari all'azienda.

Il provvedimento raccomanda l'adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di Internet e della posta elettronica.

Si tratta quindi di un disciplinare che deve essere redatto in modo chiaro e senza formule generiche che disciplini le attività degli incaricati quali la navigazione su Internet, dettagliando quali di esse siano permesse ( ad es. andrà vietato scaricare file musicali) e quali margini vi siano per l’utilizzo personale della posta elettronica.

Il Disciplinare correttamente applicato risulta un valido strumento per limitare il rischio di insorgenza della responsabilità amministrativa, a carico della società, prevista dal D.lgs. n° 231/2001 per il reato di frode informatica, attuato tramite gli strumenti aziendali.

24 ottobre 2007

Struttura del D.Lgs. 626/94, i decreti attuativi e le circolari

di Giuseppe Euticchio.

Di seguito riporto i decreti attuativi del D.Lgs. 626/94 e le relative circolari (clicca qui per vedere la struttura del D.Lgs. 626/94, e s.m.i. oppure torna al quadro generale della normativa).


D.LGS. 626 / 94
Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.


MINISTERO LAVORO - CIRCOLARE 7 AGOSTO 1995, N. 102
Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Prime direttive per l'applicazione.

MINISTERO LAVORO - CIRCOLARE DEL 19 NOVEMBRE 1996 N. 154/96 (G.U. N. 284 DEL 4/12/96)
Criteri per il computo dei dipendenti.

DECRETO MINISTERIALE 5 DICEMBRE 1996
Procedure standardizzate per gli adempimenti documentali ai sensi dell’art. 4, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, modificato ed integrato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242 (G.U. 16 dicembre 1996, n. 294).

DECRETO MINISTERIALE CIRCOLARE DEL 20 DICEMBRE 1996 N. 172 ( G.U. 8/1/97 N. 5)
Campo di applicazione, case di riposo.

D. M. DEL 16 GENNAIO 1997 ( G.U. 3/2/97 N. 27)
Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione.

M. LAVORO E M. INDUSTRIA DEL 16 GENNAIO 1997 ( G.U. 3/2/97 N. 27)
Definizione dei casi di riduzione della frequenza della visita degli ambienti di lavoro da parte del medico competente.

D. M. INDUSTRIA DEL 17 GENNAIO 1997 ( G.U. 6/2/97 N. 30)
Elenco di norme armonizzate concernente l’attuazione della direttiva 89/686/CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale.

M. LAVORO DEL 31 GENNAIO 1997 ( G.U. 31/1/97 N. 25)
Rettifica della circolare del 20 dicembre 1996 n. 172

M. LAVORO CIRCOLARE DEL 5 MARZO 1997 N. 28/97 (G.U. DEL 25/3/97 N. 70)
Datore di lavoro nei condomini, trasferimento di sede, subappalto nei trasporti, registro infortuni,

M. INTERNI CIRCOLARE DEL 12 MARZO 1997 N. 70/6104
Direttive sui corsi di formazione e modalità personale di accertamento dell’idoneità tecnica del personale incaricato di svolgere, nei luoghi di lavoro, mansioni di addetto alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze

M. LAVORO CIRCOLARE DEL 18 MARZO 1997 N. 41 (G.U. N. 75 DEL 01/04/97)
Cantieri temporanei e mobili.

M . LAVORO CIRCOLARE DEL 30 MAGGIO 1997 N. 73 (G.U. N. 147 DEL 26/06/97)
Ulteriori chiarimenti interpretativi del D.Lgs. 494/96 e del D.Lgs. 626/94.

D. LGS. 31 LUGLIO 1997 N. 277 ( G.U. N. 193 DEL 20/8/97)
Modificazioni al D.Lgs. 626/94 recante attuazione della direttiva 93/68/CEE in materia di marcatura CE del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro taluni limiti di tensione.

D. M. GRAZIA E GIUSTIZIA DEL 29 AGOSTO 1997 N. 38 ( G.U. N. 234 DEL 7/10/97)
Regolamento recante individuazione delle particolari esigenze delle strutture giudiziarie e penitenziarie ai fini delle norme contenute nel D.Lgs. 626/94.

DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI 14 OTTOBRE 1997, N. 412
Regolamento recante l'individuazione delle attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali l'attività di vigilanza può essere esercitata dagli Ispettorati del lavoro delle direzioni provinciali del lavoro.

DECRETO MINISTERIALE 21 NOVEMBRE 1997, N. 497
Regolamento recante attuazione delle direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori da parte delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero (G.U. 26 gennaio 1998, n. 20).

DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI 5 DICEMBRE 1997
Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'individuazione degli organi operanti nella materia della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro.

MINISTERO LAVORO CIRCOLARE 5 MARZO 1998, N. 30
Ulteriori chiarimenti interpretativi del decreto legislativo n. 494/1996 e del decreto legislativo n. 626/1994.

DECRETO DEL MIN. DELL’INTERNO 10 MARZO 1998 ( S.O. G.U. N. 64 DEL 7/4/1998 )
Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenze nei luoghi di lavoro.

CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO 5 MAGGIO 1998, N. 9 (G.U. N. 250 DEL 26/10/1998)
Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi - Chiarimenti applicativi.

MINISTERO LAVORO CIRCOLARE 8 MAGGIO 1998, N. 67
Chiarimenti interpretativi richiesti dalla Autorità garante della concorrenza e del mercato.

MI.SA. - CIRCOLARE 8 LUGLIO 1998, N. 16 (G.U. N. 250 DEL 26/10/1988)
Decreto interministeriale 10 marzo 1998 - Chiarimenti

DECRETO MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA ... 5 AGOSTO 1998 N. 363 (G.U. N. 246 DEL 21/10/1998)
Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni.

DECRETO MINISTERO DELLE FINANZE 13 AGOSTO 1998 N. 325 (G.U. N. 211 DEL 10/9/1998)
Regolamento recante norme per l’applicazione al corpo della guardia di finanza delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nel luogo di lavoro.

DECRETO MINISTERIALE 29 AGOSTO 1997, N. 338
Regolamento recante individuazione delle particolari esigenze delle strutture giudiziarie e penitenziarie ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni (G.U. 7 ottobre 1997, n. 234).

DECRETO MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE 29 SETTEMBRE 1998 N. 382 (G.U. N. 258 DEL 4/11/1998)
Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel D. Lgs. 626/94, e successive modifiche ed integrazioni.

DECRETO MINISTERIALE 14 GIUGNO 1999, N. 450
Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze nelle strutture della Polizia di Stato, del Corpo nazionale dei VV.F e degli uffici centrali e periferici dell'Ammin. della pubblica sicurezza, comprese le sedi delle autorità aventi competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica, di protezione civile e di incolumità pubblica, delle quali occorre tener conto nell'applicazione delle disposizioni concernenti il miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (G.U. 2 dicembre 1999, n. 283).

DECRETO MINISTERIALE 14 GIUGNO 2000, N. 284 .
Regolamento di attuazione dei decreti legislativi n. 277/1991, n. 626/1994 e n. 242/1996 in materia di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro nell'ambito del M. della difesa (G.U. 13 ottobre 2000, n. 240).

MINISTERO LAVORO CIRCOLARE 16 GIUGNO 2000, N. 40
Chiarimenti interpretativi

DECRETO MINISTERIALE 2 OTTOBRE 2000
Linee guida d'uso dei videoterminali

MINISTERO LAVORO CIRCOLARE 3 OTTOBRE 2000, N. 68
Accesso del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza al documento di valutazione dei rischi

D.LGS. 25/2002.
Protezione da agenti chimici

DECRETO LEGISLATIVO 12 GIUGNO 2003, N. 233 (G. U. N. 197 DEL 26-08-2003)
Attuazione della direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive.

DECRETO LEGISLATIVO 23 GIUGNO 2003, N.195
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per l'individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39.

DECRETO LEGISLATIVO 8 LUGLIO 2003, N. 235 (GU N. 198 DEL 27-8-2003)
Attuazione della direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori.

MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 15 LUGLIO 2003, N. 388 (G.U. N. 27 DEL 03/02/2004)
Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.

DECRETO LEGISLATIVO 10 APRILE 2006, N. 195
Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori al rischio romore.

LEGGE 18 APRILE 2005, N. 62
Modifiche all'articolo 36 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,

DECRETO 12 LUGLIO 2007, N. 155 ( G. U. N. 217 DEL 18 SETTEMBRE 2007)
Regolamento attuativo dell'articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni.

DECRETO LEGISLATIVO 25 LUGLIO 2006, N. 257
Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro.

LEGGE 3 AGOSTO 2007 , N. 123 ( G. U. N. 185 DEL 10 AGOSTO 2007)
Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia.

DECRETO LEGISLATIVO 19 NOVEMBRE 2007, N. 257 (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 9 del 11/01/2008)
Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici).

23 ottobre 2007

Definizione di Compliance Aziendale

di Giovanni Battisti.

Compliance n (following law or norm): norma, conformità nf; accordo nm
Compliance n (conformity): disciplina nf; obbedienza nm

Compliance è la conformità delle attività aziendali alle disposizioni normative, ai regolamenti, alle procedure ed ai codici di condotta (che di seguito per brevità identificheremo con il termine “Norme”).

A puro titolo esemplificativo, tra le disposizioni normative più note che “regolano” l’attività aziendale ricordiamo:
  • il D.Lgs. 626/94 "Sicurezza sul lavoro";
  • il D.Lgs. 231/01 "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche";
  • il D.Lgs. 196/03 "Codice in materia di protezione dei dati personali" cd. Codice Privacy.

La compliance aziendale è quindi un’attività preventiva che si preoccupa di prevenire il rischio di non conformità dell’attività aziendale alle Norme, suggerendo –ove si riscontrino disallineamenti- le più opportune soluzioni.

Per quanto detto, la Funzione Compliance è la struttura organizzativa cui è affidato il compito di:
  • prevenire i disallineamenti tra le procedure aziendali e l’insieme delle regole interne ed esterne all’azienda;
  • assistere le strutture aziendali nell’applicazione delle Norme;
  • predisporre interventi formativi per adeguare le procedure interne dei dipendenti e dei collaboratori alle Norme;
  • coordinare e garantire l’attuazione degli adempimenti richiesti dalle Norme;
  • segnalare le più recenti novità normative al fine di aggiornare periodicamente la documentazione in essere presso l’azienda;
  • risolvere situazioni di discordanza tra le Norme in vigore e le specifiche realtà operative dell’azienda;
  • assicurare le relazioni con le Autorità ed Organi di Controllo interni ed esterni.




22 ottobre 2007

Art. 25 septies: lesioni colpose gravi o gravissime

di Giovanni Battisti.

L'art. 25-septies introduce nella disciplina del D.Lgs. 231/2001 i reati di "Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro".

La lesione è considerata grave (art. 583 c.p., co. 1) nei seguenti casi:
"1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo."

La lesione è considerata invece gravissima se dal fatto deriva (art. 583 c.p., co. 2):
"1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;
2) la perdita di un senso;
3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso."

Il reato di omicidio colposo è previsto infine dall'art. 589 del Codice Penale: "Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. [...]"

L'elemento comune alle tre fattispecie di reato è la colpa, così definita dall'art. 43 del c.p.:
"Il delitto:
è doloso, o secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del delitto, è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione;
è preterintenzionale, o oltre l’intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente;
è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
[...]"

In tema, riporto anche questo estratto:
"La fattispecie (il delitto di lesioni, ndr) si articola in quattro tipi, a seconda della gravità delle lesioni: l’art. 582 prevede le lesioni lievissime (fino a venti giorni, in assenza di circostanze aggravanti), punibili a querela; l’art. 583 descrive invece, al primo comma, le lesioni gravi (in caso di pericolo per la vita della vittima, ovvero di "malattia o di incapacità ad attendere alle ordinarie occupazioni" per più di quaranta giorni – periodo che comprende anche la convalescenza -, ovvero di indebolimento permanente di un senso o di un organo),e , al secondo comma, le lesioni gravissime (caratterizzate per lo più dalla permanenza del danno). L’art. 583 pone delle circostanze aggravanti ad effetto speciale (così la quasi unanimità di dottrina e giurisprudenza; contra Antolisei, che le considera titoli autonomi di reato): non è richiesto dunque un dolo specifico (l’agente ne risponde a titolo di responsabilità oggettiva, mentre per Antolisei in assenza di dolo specifico risponderebbe di lesioni lievi - oggetto del dolo - e, quale conseguenza non voluta, di lesioni colpose ex art. 586 e 583), ed è possibile il bilanciamento con le eventuali circostanze attenuanti. Le diverse ricostruzioni comportano differenze anche per il tentativo: quanto alle lesioni lievi e lievissime, difficile è ricostruire la volontà dell’agente (attraverso elementi oggettivi -es. dove ha colpito- ed elementi soggettivi -es. rancore nei confronti della vittima); il tentativo di lesioni lievissime veniva ritenuto dalla giurisprudenza punibile d’ufficio, ma la dottrina ha evidenziato che occorre verificare se la condotta sia idonea a cagionare lesioni lievi o lievissime, e in quest’ultimo caso, come nel caso di impossibilità di determinare le lesioni, ritiene necessaria la querela; se si considerano, come fa Antolisei, reati autonomi le lesioni gravi e gravissime, tali sono anche per le ipotesi di tentativo. Il momento della consumazione varia a seconda che le si consideri circostanze, ché il reato si consuma con la condotta, a cui possono accedere successivamente le aggravanti, ovvero reati autonomi, e allora la consumazione delle lesioni gravi avviene, per esempio, al quarantunesimo giorno, e quella delle lesioni gravissime alla perdita dell’arto o del senso."

16 ottobre 2007

Normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro dal 1930 al 1993

di Giuseppe Euticchio.


Come anticipato nel quadro generale della normativa, di seguito riporto l'elenco delle principali norme legislative pubblicate tra il 1930 ed il 1993 in materia di sicurezza, igiene sui luoghi di lavoro e in materia ambientale.

  • COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA - G. U. n. 289 del 17 dicembre 1947

    Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. (Omissis)

    Art. 35 - La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni.
    Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

    Art. 41 - L’iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. (Omissis)
  • CODICE CIVILE - Regio Decreto 16 marzo 1942 nr. 262

    Art. 2050 - Responsabilità per l’esercizio di attività pericolose.

    Chiunque cagiona danno ad altrui nello svolgimento di una attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto a risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

    Art. 2087 - Tutela delle condizioni di lavoro.

    L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (Costituzione Art. 37).
  • CODICE PENALE - Regio Decreto 19 ottobre 1930 nr. 1398

    Art. 437 - Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
    Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

    Art. 451 - Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro.
    Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati all’estinzione di un incendio o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, ...... omissis

    Art. 589 - Omicidio colposo.
    Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina del codice stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è ....omissis
  • NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO
    DPR 27 aprile 1955 nr. 547 - Vigente per quanto non specificatamente modificato nel D.Lgs. 626/94
  • NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI
    DPR 7 gennaio 1956 nr. 164
  • NORME GENERALI PER L’IGIENE DEL LAVORO
    DPR 19 marzo 1956 nr. 303 - Vigente per quanto non specificatamente modificato nel D.Lgs. 626/94
  • NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E L’IGIENE DEL LAVORO NELL’INDUSTRIA DELLA CINEMATOGRAFIA E DELLA TELEVISIONE
    DPR 20 marzo 1956 nr. 322
  • NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NEGLI IMPIANTI TELEFONICI - DPR 20 marzo 1956 nr. 323

  • ASSICURAZIONE INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI
    DPR 30 giugno 1965 nr.1124 (successive modifiche)
    Disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
    professionali”
  • NORME SULLA TUTELE DELLA LIBERTÀ E DIGNITÀ DEI LAVORATORI, DELLA LIBERTÀ SINDACALE E DELL’ATTIVITÀ SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO
    Legge 20 marzo 1970 nr. 300 (STATUTO DEI LAVORATORI)
    Art. 9 - Tutela della salute e dell’integrità fisica.
    I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica (art. 2087 C. C.).
  • NORME PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL’INQUINAMENTO
    Legge 10 maggio 1976 nr. 319 (e successive modificazioni Statali o Leggi Regionali)
    Obblighi che il conduttore di qualsiasi attività deve applicare e rispettare nello scarico in pubblica fognatura che in corsi d’acqua superficiali o su suolo o sottosuolo.
  • ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO - LEGGE 23/12/ 1978 n. 833 (RIFORMA SANITARIA)
    Art. 20 - “Le attività di prevenzione comprendono: a) la individuazione, l’accertamento e il controllo dei fattori di nocività, di pericolosità e di deterioramento negli ambienti di lavoro” (omissis) “Gli interventi di prevenzione all’interno degli ambienti di lavoro, concernenti la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di misure necessarie ed idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori .. omissis.
  • ATTIVITÀ’ SOGGETTE ALLA PREVENZIONE INCENDI
    D.M. 16 febbraio 1982, modificato con il D.M. 27 marzo 1985
    Modifiche del DM 27/09/65, sulla determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.
  • SICUREZZA DEGLI IMPIANTI - Legge 5 marzo 1990 nr. 46 (G.U. n. 59 del 12/03/90)
    Regolamentazione per l’installazione di:
    a) impianti di produzione (di trasporto e di distribuzione) di energia elettrica,
    b) impianti radiotelevisivi,
    c) impianti di riscaldamento,
    d) impianti di trasporto e trattamento acqua,
    e) impianti di trasporto e trattamento gas,
    f) impianti di sollevamento di persone o cose,
    g) impianti di protezione antincendio.
  • AMINE AROMATICHE
    D.Lgs. 25 gennaio 1992 (s.o. G.U. n. 36 del 13/02/92)
    - Norma il rischio di esposizione ad amine aromatiche.
  • AMIANTO - Legge 27 marzo 1992 nr. 257 (s. o. G.U. n. 87 del 13/04/92)
    - Norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto.
  • DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE - D.Lgs. 4/12/92 n. 475 (s.o. G.U. n. 89 del 9/12/92)
    - Riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai Dispositivi di Protezione Individuale.
  • AMIANTO - Legge 4 agosto 1993 n. 271 ( G.U. n. 181 del 4/8/93)
    - Disposizioni urgenti per i lavoratori del settore dell’amianto.

11 ottobre 2007

Principali norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro

di Giuseppe Euticchio.

Inizio la mia collaborazione con questo sito con questa “bibliografia legislativa”, che riassume le principali norme legislative pubblicate in materia di sicurezza, igiene sui luoghi di lavoro e in materia ambientale dal 1930 ad oggi.Sono presentate in ordine cronologico, per titoli, suddivise in tre "macro" blocchi:

Ove mi è sembrato opportuno, ho aggiunto alcune note di commento. Tutto questo, vi permetterà certamente di svolgere il vostro lavoro in maniera più compiuta.

02 ottobre 2007

Convegno: salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Attenzione: questo evento non è più attivo!

La prima data del convegno, prevista per il 16 ottobre, è già tutta esaurita. E' prevista una seconda giornata per il 16 novembre.

Labor Project, Tecnologie d'Impresa e lo Studio Legale Associato "Lecis Cannella Grassi" promuovono un convegno su "Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - dalle modifiche del D.Lgs. 626/94 al nuovo T.U. sulla Sicurezza".
Il seminario (rivolto a Titolari d’azienda, R.S.P.P., Amministratori di Società, Direttori del Personale, Internal Auditors, Sindaci e Professionisti) affronterà alcuni temi di grande interesse ed attualità, quali la L. 123/2007 che ha modificato il D.Lgs. 626/94 e ha previsto una delega al Governo al fine di presentare uno o più decreti per il riassetto e la riforma della normativa in materia di salute e sicurezza dei lavoratori (Testo Unico sulla Sicurezza).
Fra le modifiche introdotte al D.Lgs 626/94 verranno analizzate quelle più significative, tra le quali: i lavori in appalto ex art. 7, l’obbligo per il datore di lavoro committente di elaborare un unico documento di valutazione rischi, i nuovi criteri di elezione per il R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e l’obbligo di utilizzo del tesserino.
Il seminario analizzerà in modo approfondito l’applicabilità della responsabilità amministrativa delle imprese (ai sensi del D.Lgs. 231/01) in caso di gravi infortuni sul lavoro; presentando i modelli organizzativi, gli organismi di controllo interno, l’impatto sui modelli delle deleghe di funzione del datore di lavoro e la possibilità di effettuare audit interni anche ai sensi della Certificazione 18001.
Il seminario si terrà a Cabiate (CO) il 16 ottobre 2007, dalle ore 14.15 alle ore 18.15.
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