D.Lgs. 231/01 e reati informatici

Il 27 febbraio 2008 anche il Senato della Repubblica (dopo la Camera dei Deputati) ha approvato in via definitiva il disegno di legge di "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d' Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, e norme di adeguamento dell' ordinamento interno" (Numeri dei progetti di legge nell'iter parlamentare, XV legislatura, C.2807 / S.2012).
Il testo, che passa ora al Presidente della Repubblica per la firma, estenderà (art. 7) la responsabilità amministrativa degli enti ai seguenti reati informatici:
  • falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);
  • accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
  • detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
  • diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
  • intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
  • installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.);
  • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
  • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
  • danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);
  • danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
  • frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.).
Come si legge nella relazione di accompagnamento al testo presentato alla Camera dei Deputati, "l'introduzione dell'articolo 25-septies (24-bis nel testo approvato dal Senato, NdR) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, risponde all'esigenza di introdurre forme di responsabilità penale per le persone giuridiche anche con riferimento ai reati informatici più gravi".

Novità sono previste, all'art. 10, anche per il c.d. Codice della privacy, in relazione ai poteri riconosciuti al Ministro dell’Interno o, su sua delega, ai responsabili degli uffici centrali specialistici in materia informatica o telematica della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, ai fini dello svolgimento delle investigazioni preventive, ovvero per finalità di accertamento e repressione di specifici reati.
Nella relazione di accompagnamento si precisa che "con l'introduzione, poi, dei nuovi commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies dell'articolo 132 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si è inteso prevedere, come già notato, un provvedimento che, conformemente a quanto richiesto dalla Convenzione, permetta il «congelamento» temporaneo e urgente di dati."

Commenti

Post più popolari