I modelli per la sicurezza sono obbligatori?

Come interpretare l'art. 30, co. 1 del D.Lgs. 81/08 "Il modello di organizzazione e di gestione [...] deve essere adottato ed efficacemente attuato...".

di Giovanni Battisti.
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I Modelli di organizzazione e di gestione, previsti dall’art. 30 del D.Lgs. 81/08, sono obbligatori?
Ricordiamo, infatti, che il D.Lgs. 231/01 parla dei modelli di organizzazione e di gestione in termini di facoltà di adozione mentre il D.Lgs. 81/08, all’art. 30, recita testualmente “Il modello di organizzazione e di gestione […] di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, …”.

Abbiamo girato la domanda a due esperti del settore (l’avv. Francesco Da Riva Grechi e l’avv. Maurizio Arena), ottenendo pareri opposti: favorevole l’uno all’ipotesi di obbligatorietà di adozione del Modello di organizzazione, propenso l’altro a parlare di adozione non obbligatoria.

Qual è la nostra opinione?
Per cercare di approfondire la questione, abbiamo recuperato il testo della bozza di schema di decreto legislativo resa pubblica lo scorso 10 gennaio, della quale riportiamo uno stralcio dell’art. 30, co. 1 e co. 6:
“1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, …”
“6. L’adozione dei modelli di cui al presente articolo è obbligatoria per: …”.
Quindi, anche in questa bozza si usava l’espressione “deve essere adottato ed efficacemente attuato”, ma il comma 6 precisava che l’obbligo di adozione del modello riguardava solo situazioni specifiche.

Nel testo definitivo del D.Lgs. 81/08, la formulazione del co. 1 (per la parte citata) è rimasta invariata, mentre è stato soppresso il co. 6.
Questo sembrerebbe avvalorare l’interpretazione di quel “deve essere” come “per aver efficacia esimente il Modello deve essere adottato ed efficacemente attuato”, in linea con lo spirito del D.Lgs. 231/01.

Ribadiamo che è un’interpretazione: visto la materia in discussione, la sicurezza sul luogo di lavoro, il consiglio finale non può che essere che per una puntuale definizione ed applicazione di un efficace modello di prevenzione.

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Commenti

  1. scusate la banalità della domanda ma mi pare che la legge non sia chiara, il modello di cui all'art. 30 è un nuovo piccolo MOG fatto sulla falsariga di quello predisposto in base alla 231? oppure si può semplicemte pensare ad un protocollo che si innesiti nel Modello redatto ai sensi della 231 che analizzi nel dettaglio le procedure sulla sicurezza?

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  2. Abbiamo spostato la domanda sul forum: Modelli per la sicurezza e Modelli 231/01.

    ComplianceAziendale.com

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