Il nuovo Testo unico modifica il 25-septies: modifiche edittali

di Matteo Grassi e del dott. Andrea Guerrerio, dello studio legale associato LCG.
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Il tanto atteso Testo Unico sulla sicurezza (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008), che entrerà in vigore il prossimo 15 maggio, ha sensibilmente modificato il reato presupposto di cui all’art. 25-septies, D.lgs. 231/2001.

La più evidente modifica prevede un’articolata modulazione delle sanzioni a carico dell’ente, secondo una triplice distinzione:
a) per il delitto di omicidio colposo commesso con violazione dell’art. 55, comma 2, T.U. (omessa o parzialmente incompleta valutazione dei rischi relativamente alle aziende ivi contemplate), la sanzione è pari a 1.000 quote, oltre a sanzioni interdittive da tre mesi a un anno;
b) per il delitto di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (diverse da quella sopra indicata), si applica la sanzione da 250 a 500 quote, oltre a sanzioni interdittive da tre mesi ad un anno;
c) per il delitto di lesioni gravi o gravissime colpose commesso con violazione delle norme sulla tutela e sulla sicurezza sul lavoro, una sanzione non maggiore a 250 quote, oltre a sanzioni interdittive fino a sei mesi.

La modifica operata dal Legislatore risponde a precise doglianze sollevate da studiosi ed operatori del settore che evidenziavano l’estrema rigidità della precedente sanzione (non inferiore a mille quote) che, oltre a coincidere con il limite massimo prestabilito in via generale dall’art. 10, comma 2, D.lgs. 231/2001, poneva sullo stesso piano situazioni caratterizzate certamente da differente disvalore, quali un omicidio colposo e delle lesioni da cui derivi un’impossibilità ad attendere alle ordinarie occupazioni per 40 giorni.
Tale equiparazione, sospettata dai più di illegittimità costituzionale, è stata eliminata, pur rimanendo le sanzioni a carico degli enti di particolare incisività.

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