Stop alle carte di fedeltà se spiano nel carrello della spesa

Il Garante Privacy ha sanzionato il gruppo Gs, impedendogli di utilizzare i dati raccolti con le fidelity card per programmare campagne promozionali.

di Matteo Colombo, fonte Newsletter del Garante della Privacy del 21 maggio 2008.
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Il Garante privacy ha sanzionato la GS con una multa da 54 mila euro per non aver informato correttamente la clientela dell'uso che avrebbe fatto dei dati forniti al momento dell'adesione a un programma di fidelizzazione con fidelity card.
Dagli accertamenti avviati dal Garante fin dal 2005 sull'uso delle Fidelity Card, che permettono di raccogliere punti e ricevere piccoli premi o usufruire di sconti al supermercato, sono emerse numerose irregolarità.
Sotto la lente del Garante, in particolare, il modello sottoposto ai clienti per ottenere le carte fedeltà, nel quale non veniva specificato che i loro dati personali sarebbero stati utilizzati anche a fini di analisi delle abitudini, scelte di consumo e strategie di marketing.
La società raccoglieva e elaborava, infatti, all'insaputa dei clienti, oltre a nome, cognome e volumi di spesa, anche professione, indirizzo mail, numero di cellulare, numero degli scontrini emessi, dettagli dei prodotti e l'esercizio dove erano stati acquistati.
Questa massa di informazioni permetteva alla GS di costruire un "profilo" dei clienti in quanto consumatori, valutarne il grado di "fidelizzazione", classificarli in base ad un punteggio e di verificare il loro posizionamento geografico, per poi attivare campagne promozionali o inviare comunicazioni commerciali mirate.
Nel corso del procedimento la GS aveva modificato il modello per la raccolta dei dati, che era risultato però ancora irregolare: pur essendo indicate, infatti, le finalità di "profilazione" e di marketing, il modello non consentiva al cliente di esprimere liberamente un consenso separato per i diversi usi dei dati, condizionato dall'apposizione di un'unica firma.
Questo è in contrasto con le disposizioni del Codice privacy che riconoscono al cliente il diritto di avere la fidelity card senza essere obbligato a dare il consenso anche per altri trattamenti e di poter liberamente autorizzare ogni singolo uso dei propri dati.

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