Privacy e comunicazioni elettroniche

Fonte: Garante per la Privacy, newsletter n. 308 del 17 giugno 2008.

Le Autorità europee per la protezione dei dati hanno presentato (a fine maggio) le seguenti proposte di modifica della direttiva 2002/58 in materia di comunicazioni elettroniche:
  • applicabilità delle disposizioni della direttiva alle cosiddette "etichette elettroniche" Rfid (in quanto utilizzano "reti di comunicazione elettronica disponibili al pubblico" per veicolare i segnali di trasmissione);
  • attribuzione del diritto di intraprendere azioni legali in caso di violazioni della normativa nazionale (ad esempio, in materia di spam) anche a soggetti non direttamente colpiti, ma comunque direttamente interessati, quali i provider di servizi Internet. L'estensione del "diritto di intraprendere azioni legali" dovrebbe comprendere anche le violazioni dell'articolo 5.3 della direttiva, ad esempio l'uso e l'installazione di spyware;
  • estensione dell'obbligo per i provider di servizi di comunicazione di notificare violazioni e/o rischi per la sicurezza delle reti a tutti gli "utenti" dei servizi di comunicazione elettronica (anziché ai soli "abbonati" a tali servizi);
  • opportunità di ampliare la definizione di "sistemi di chiamata" contenuta nella direttiva 2002/58 (art. 13) includendovi i sistemi di "comunicazione" (per tenere conto degli sviluppi tecnologici legati, ad esempio, alla tecnologia Bluetooth); ciò consentirebbe di garantire una protezione più efficace nei confronti delle comunicazioni indesiderate.

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