Conservazione e utilizzo dei dati dei clienti per fini commerciali

Nella newsletter del 1 luglio 2008 il Garante per la privacy ha affrontato il tema dell'archiviazione, da parte delle aziende, dei dati dei propri clienti, ribadendo il principio che "le aziende che raccolgono dati dei loro clienti, anche di quelli potenziali, non possono tenerli a tempo indeterminato" in quanto "i dati non possono essere conservati per un periodo superiore a quello necessario per il perseguimento dello scopo per i quale essi vengono raccolti e utilizzati."

Il provvedimento fa seguito agli accertamenti dell'Autorità - finalizzati a verificare il rispetto delle norme sulla vendita a distanza - su di un azienda che commercializza prodotti per la casa. Da queste verifiche è emerso che l'azienda conservava non soltanto i dati anagrafici e i recapiti dei clienti che avevano poi comperato i prodotti, ma anche le schede anagrafiche di quanti non avevano effettuato alcun acquisto, e che i dati dei clienti venivano raccolti non solo per organizzare incontri dimostrativi, ma anche per successivi contatti.

Giuseppe Fortunato, relatore del provvedimento, ne ha così sintetizzato la ratio:
"I dati che un cliente ha fornito non possono tendenzialmente essere utilizzati a tempo indefinito. Non è possibile che per il solo fatto di aver una volta soltanto acquistato un bene si debba essere contattati per altre offerte".

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