Descrivere un rischio

Autore: operàri s.r.l. Fonte: www.operari.it

Saper descrivere un rischio sembra facile. Se diciamo: "c'é rischio di inciampare" pensiamo di avere detto tutto. E invece no, perché non abbiamo aggiunto informazioni importanti, non abbiamo spiegato le circostanze. Perché si può inciampare? E cosa può succedere se in effetti finiamo per inciampare?

La descrizione di un rischio in una frase di senso compiuto è azione meno semplice di quanto possa sembrare. Innanzi tutto, per quanto possa sembrare banale dirlo, il rischio si esprime con una valenza e una connotazione negativa.

Si devono usare parole che esprimono la minaccia, l'evento incerto che ha conseguenze avverse. Non si dice quindi - semplificando - "rischio risorse umane", ma almeno "rischio di alto turnover delle risorse umane". A volere essere sinceri, non è detto affatto che questa spiegazione sia poi davvero meglio della prima. Se in effetti il rischio è percepito come tale, significa implicitamente che vi è scarsità di risorse valide e che corriamo il rischio di perderle.

Se vogliamo pertanto essere incisivi e concreti nella descrizione, dobbiamo descrivere almeno altri due aspetti:
  • quale sia la causa che scatena la minaccia;
  • quale è o quali sono le principali conseguenze che derivano dal manifestarsi della minaccia nel concreto.
A costo di sembrare eccessivamente semplici si può proporre una metodologia di descrizione che sia in grado di tracciare l’informazione in merito a cosa sia effettivamente a rischio, per quali ragioni e quali cause, con quali conseguenze. Per esempio, una frase che spieghi il fenomeno degno di attenzione con l'introduzione rappresentata da “esiste il rischio che…”; che poi introduca i motivi che sottendono al rischio con la forma “a causa di…”; infine, che sia capace di descrivere le conseguenze, con la forma diretta “con la conseguenza che…”.

E’ evidente che la metodologia di descrizione proposta è molto semplice e non pretende di gestire relazioni indirette tra causa ed effetto; in altri termini, mentre è possibile che una causa scatenante generi effetti a catena o relazioni causa effetto di tipo non lineare, il sistema proposto non mira a gestire relazioni di questo tipo.
La descrizione metodologica del rischio che viene proposta considera ogni rischio in maniera autonoma, come in laboratorio, e non si interroga sugli eventuali altri effetti indiretti che possono venire a generarsi, eventualmente in concomitanza con altri rischi.

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