Tra gli interventi segnaliamo quello di Claudio Clemente, capo del Servizio Vigilanza sugli Enti Creditizi della Banca d'Italia, che ha illustrato il contenuto del documento.
L'aspetto che maggiormente ci interessa e che il documento sembra identificare -partendo dalle diverse finalità assegnate dalla normativa (bancaria, ndr) alle due funzioni di controllo- i diversi ambiti di operatività:
- l'Internal Audit "valuta la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni; accerta, anche con verifiche in loco, la regolarità dell'operatività e l'andamento dei rischi";
- la Compliance "verifica la coerenza dei processi con l'obiettivo di prevenire la violazione delle norme di etero ed autoregolamentazione, in un'ottica di presidio dei rischi di non conformità e di reputazione".
Personalmente, sulla base degli atti del convegno, non mi sembra si sia ancora raggiunta la chiarezza sperata, e che vi siano ancora aree grigie: il "complessivo sistema dei controlli interni" richiamato quale ambito di applicazione dell'Internal Audit comprende infatti, in mancanza di ulteriori precisazioni, anche il sistema dei controlli volti a prevenire violazioni normative. Ma, per esprimermi definitivamente, aspetto la disponibilità del paper.
I miei dubbi trovano una parziale conferma nella già citata presentazione, laddove si richiama alla "necessità di una adeguata definizione delle modalità di coordinamento e raccordo con l'Internal Audit (e con le altre funzioni aziendali di controllo), in un ottica di:
- condivisione di informazioni
- minimizzazione delle aree di possibile sovrapposizione"
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