Assonime risponde alla consultazione Consob sulla direttiva Transparency

Assonime ha pubblicato sul proprio sito la risposta alla consultazione della Consob per il recepimento della direttiva "Transparency" (direttiva 2004/109/CE), formulando i seguenti rilievi:
  • è necessario riordinare il Regolamento Consob n. 11971/1999 in materia di emittenti, accorpando articoli di simile contenuto ed eliminando, per esempio, la divisione tra le informazioni da diffondere al pubblico e alla Consob;
  • con riferimento al sistema di comunicazione delle informazioni regolamentate la scelta, per gli emittenti, di procedere direttamente o avvalersi di un soggetto terzo per la dissemination è prematura, anche alla luce della valutazione dei complessi requisiti tecnici e funzionali previsti;
  • con riguardo alla disciplina dello storage, la disciplina comunitaria non esclude la possibilità che lo stoccaggio sia effettuato direttamente dal sito internet dell’emittente;
  • similmente a quanto già accade in altri Paesi, in presenza di costi elevati potrebbe essere la Consob a svolgere i servizi di diffusione e di stoccaggio delle informazioni;
  • si ritiene condivisibile la necessità di stabilire un congruo regime transitorio che consenta agli operatori di adeguarsi al nuovo sistema di diffusione delle informazioni regolamentate, sia per avere contezza dell’esistenza di soggetti che intendano essere autorizzati come SDIR (sistema di diffusione delle informazioni regolamentate) e come soggetti preposti allo stoccaggio, sia per assumere decisioni consapevoli sull’eventuale diffusione delle informazioni da parte degli emittenti;
  • con riferimento alle partecipazioni rilevanti, si ritiene opportuno prevedere l’eliminazione di alcune soglie, introdotte dalla Consob ma non previste dalla Transparency, che fanno scattare gli obblighi di comunicazione;
  • con riferimento agli obblighi di disclosure in caso di detenzione di strumenti finanziari derivati, è opportuno fissare la soglia al 3% (attualmente proposta al 2%), per non disincentivare l’accesso al mercato italiano da parte di investitori stranieri;
  • per la comunicazione delle partecipazioni rilevanti si auspica l’adozione del modello standardizzato elaborato dal CESR nel marzo 2007, che semplifica i contenuti della comunicazione, e renderebbe più semplice il relativo adempimento nelle operazioni cross-border tra investitori stranieri.

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