Commenti al Codice Antimafia

L'avv. Arena ha pubblicato un primo, breve commento al c.d. "Codice Antimafia", alla cui redazione hanno partecipato Piero Luigi Vigna, Giovanni Fiandaca e Donato Masciandaro.

In particolare, si discute l'obbligo dell'Organismo di Vigilanza, istituito in attuazione delle disposizioni del D.Lgs. 231/01, a "segnalare eventuali infiltrazioni criminose di cui abbia notizia alla Prefettura competente, a pena di sanzione disciplinare (l’omessa segnalazione integra anzi “grave illecito disciplinare”)", in linea con la tendenza avviata dalla "nuova normativa antiriciclaggio (art 52 d.lg. 231/2007), che prevede la responsabilità penale dell’ODV (e degli altri organi di controllo interno) in caso di omessa comunicazione di alcune violazioni della stessa normativa".

Ricordiamo che il c.d. "Codice Antimafia", la cui predisposizione è stata avviata da Italcementi a fine 2007, formalizza alcune "linee guida" per prevenire i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle aziende operanti nelle aree a rischio del nostro Paese.

Come indicato nei primi paragrafi, il Codice Antimafia:
  1. costituisce uno strumento ulteriore di gestione e controllo (governance) dell’impresa, proposto alle imprese che operano, anche in parte, all’interno di territori ad alto tasso di criminalità, al fine di fronteggiare e ridurre i rischi di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali;
  2. può essere assunto anche da Associazioni imprenditoriali o di categoria, le quali possono farlo proprio o inserirlo in regolamenti relativi all’attività delle imprese associate;
  3. ha una funzione complementare ad altri codici di governance (codici etici, modelli redatti ai sensi del d. lgs. 231/2001, regolamentazione interna e procedure), oltre che alle fonti primarie di regolazione dell’attività d’impresa.

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