La rilevazione del rischio psicosociale

Dal sito dell'ISPESL (area "pubblicazioni") è possibile scaricare un articolo di approfondimento delle metodologie e degli strumenti di misura per la rilevazione del rischio psicosociale, ovvero di "quegli aspetti di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro, nonché i rispettivi contesti ambientali e sociali che potenzialmente possono arrecare danni fisici o psicologici".

L'articolo (a cura di Christian Nardella, Patrizia Deitinger e Antonio Aiello) è stato pubblicato quasi due anni fa ma, nonostante i cambiamenti normativi intervenuti nel frattempo, risulta ancora attuale.
Sappiamo infatti che uno degli obblighi non delegabili del datore di lavoro (d.lgs. 81/08, art. 17) è la "valutazione di tutti i rischi" con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR).
Sappiamo inoltre che tale documento ha per oggetto la valutazione di "tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori" (D.Lgs. 81/08, art. 28) o, meglio ancora "la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di rpevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel temo dei livelli di salute e sicurezza." (D.Lgs. 81/01, art. 2, co. 1, lett. q). Dove la "salute" sul luogo di lavoro è definita dal nostro legislatore, non dimentichiamolo, come lo "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un assenza di malattia o d'inferimità" (D.Lgs. 81/01, art. 2, co. 1, lett. o).

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