Analisi del Titolo I del d.lgs. 81/08

In tema di salute e sicurezza sul lavoro, e del suo "principale" e più recente protagonista, il D.Lgs. 81/08, segnalo l'approfondito studio di Paolo Pascucci "Dopo la legge n. 123 del 2007. Titolo I del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".

Il documento, che fa parte della collana dei Working Papers del Centro Studi di Diritto del Lavoro Europeo "Massimo D’Antona", sviluppa [1] "alcune prime (e, pertanto, necessariamente incomplete) riflessioni su quelle che possono essere definite le colonne portanti del sistema, quali risultano essenzialmente dal Titolo I del nuovo decreto, nonché da alcune norme contenute nel suo Titolo XIII", in quanto "al di là di un nuovo apparato sanzionatorio, i Titoli successivi al I (dal II all’XI) ripropongono, talora pedissequamente, talaltra con alcune modifiche, quanto già previsto nel d.lgs. n. 626 del 1994, nonché in altri provvedimenti, tra cui in particolare alcuni celebri decreti presidenziali degli anni Cinquanta."

Il documento approfondisce i seguenti aspetti:
1. La sicurezza sul lavoro nella “legislatura breve”
2. La l. n. 123 del 2007 tra norme di delega e norme di diretta attuazione: chi riforma che cosa?
3. Alcune precisazioni metodologiche per l’analisi del d.lgs. n. 81 del 2008
4. Il labirinto delle fonti
5. Le finalità: testo unico o unico testo? Quale unicità?
6.1. Il campo di applicazione oggettivo
6.1.1. Il riferimento a tutte le tipologie di rischio: prevenzione o precauzione?
6.2. Il campo di applicazione soggettivo
6.2.1. Il lavoratore
6.2.2. Gli equiparati
6.2.3.1. Specifiche figure: somministrazione, distacco (e lavoro ripartito)
6.2.3.2. Lavoro parasubordinato e lavoro autonomo, lavoro occasionale e accessorio, lavoro a domicilio
6.2.3.3. Telelavoro
6.2.3.4. Lavoro stagionale, lavoro domestico
6.2.3.5. Il computo dei lavoratori
7. Il sistema istituzionale e l’attività di vigilanza
7.1. Il nuovo Comitato nazionale
7.2. La Commissione consultiva permanente
7.3. I Comitati regionali di coordinamento
7.4. Il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro
7.5. Gli enti pubblici nazionali
7.6. Le attività di supporto e promozionali
7.7. L’interpello
7.8. La vigilanza
7.9. La sospensione dell’attività imprenditoriale
8.1. La gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro. Le misure di tutela e la delega di funzioni
8.2. Gli obblighi dei vari soggetti
8.3. Gli obblighi connessi agli appalti
8.3.1. La qualificazione delle imprese
8.4. La valutazione dei rischi
8.5. I modelli di organizzazione e di gestione
8.6. Il servizio di prevenzione e protezione
8.7. L’informazione e la formazione
8.8. La sorveglianza sanitaria
8.9. La gestione delle emergenze
8.10.1. La partecipazione e la consultazione dei rappresentanti dei lavoratori
8.10.2. Gli organismi paritetici e il fondo di sostegno
8.10.3. Il ruolo della contrattazione collettiva e la dimensione collettiva della sicurezza sul lavoro
8.11. La semplificazione e le regole sulla documentazione tecnicoamministrativa e le statistiche
9. Brevi spigolature sull’apparato sanzionatorio
10. Conclusione

----
[1] Il working paper è stato pubblicato pochi mesi dopo la pubblicazione del d.Lgs. 81/08.

Commenti

Post più popolari