D.Lgs. 231/01: Soggetti apicali e figura del direttore generale

di Matteo Grassi e Andrea Guerrerio, dello studio legale associato LCG

La prima sezione civile della Corte di Cassazione si è pronunciata su un argomento di notevole rilevanza, ossia l’identificazione e le responsabilità del direttore generale all’interno di organismi complessi, quali Società per azioni et similia.

L’importanza della pronuncia è data anche dal riverbero che la definizione di direttore generale, quale soggetto apicale, può produrre in ordine alla responsabilità amministrativa degli enti da reato (D.lgs. 231/2001).

Comprendere chi, all’interno di un dato contesto organizzativo, sia direttore generale e quali obblighi esso abbia per legge (oltre che per contratto) consente alla Società, infatti, di meglio identificare le attività c.d. sensibili anche in relazione a tale figura e di adeguare gli strumenti organizzativi interni di tutela.

La sentenza àncora la qualifica di direttore generale a precisi dati formali considerati come imprescindibili: "Il legislatore nell’art. 2396 c.c. non ha offerto una definizione di direttore generale legata al contenuto intrinseco delle mansioni, ma ha ricollegato la responsabilità di tale soggetto alla sua posizione apicale all’interno della società, desunta dal dato formale della nomina da parte dell’assemblea o anche da parte del Consiglio di Amministrazione, in base ad apposita delibera statutaria. Al di fuori di queste ipotesi non sussiste un preciso supporto normativo che consenta di estendere lo speciale ed eccezionale regime di responsabilità proprio della figura nominata di direttore generale ad altre ipotesi vicine" (Cass., I, 5 dicembre 2008, n. 28819).

Da tale principio discende – a contrario – che un direttore generale formalmente nominato rivestirà una posizione "apicale" assimilabile a quella degli amministratori.

La rilevanza della statuizione può essere apprezzata anche agli effetti della responsabilità amministrativa degli enti, sol che si consideri la diversità di disciplina e che accompagna i reati commessi da soggetti con posizione apicale all’interno degli enti (art. 6, D.lgs. 231/2001) di contro ai soggetti sottoposti all’altrui vigilanza (art. 7, D.lgs. 231/2001) per quanto concerne la prova liberatoria concessa all’ente per esimersi da responsabilità.

Commenti

Post più popolari