Guida Federchimica ai Modelli 231 per i reati in materia di salute e sicurezza

Federchimica (Federazione Nazionale dell’Industria Chimica) ha emesso nel dicembre del 2008 una "Guida Introduttiva ai Modelli di Organizzazione previsti dal D.Lgs. 231/01 per i reati in materia di Salute e Sicurezza", per indirizzare le sue 1.300 Imprese Chimiche associate. Il contributo è stato pensato ed elaborato nella forma di una guida di supporto nella predisposizione dei Modelli di Organizzazione ex D.Lgs. 231/01 e, in particolare, ex articolo 30 del decreto legislativo 81/08.

Recensione a cura di Stefano Barlini*
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La Guida Introduttiva ai Modelli di Organizzazione previsti dal D.Lgs. 231/01 per i reati in materia di Salute e Sicurezza, rappresenta la seconda pubblicazione della collana editoriale curata dal Comitato Affari Legali di Federchimica. La Guida è il risultato dell'attività del Gruppo di Lavoro "D.Lgs. 231/2001" istituito appositamente nell'ambito del Comitato Affari Legali.
Il documento è riservato alle circa 1.300 Imprese Chimiche Associate: chi volesse averne copia può, però, contattare Federchimica per posta elettronica all'indirizzo tes1(at)federchimica.it oppure chiamare il numero 02-34565356.

La Guida si pone l’obiettivo di inquadrare il tema della responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001 sorgente dai reati in ambito salute e sicurezza e, in particolare, il tema dei Modelli di organizzazione e gestione richiamati dall'articolo 30 del D.Lgs. 81/08 (comunemente ma impropriamente definito il nuovo Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) in coordinamento con lo schema generale di cui allo stesso D.Lgs. 231/2001. L'obiettivo è quello di facilitare una scelta consapevole presso le Imprese Associate circa la volontà di applicazione del D.Lgs 231/01 e di agevolare le Imprese stesse sia nella predisposizione di un proprio Modello di Organizzazione e Gestione sia nella costituzione dell’Organismo di Vigilanza.

Il documento rappresenta anche la posizione delle Parti Sociali settoriali in merito al contributo dei Modelli 231 ai fini del raggiungimento dei più elevati standards in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, auspicando che in ogni fase della predisposizione e applicazione da parte degli associati del Modello di Organizzazione ex D.Lgs. 231/01 sia ricercata la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti coerentemente con le modalità e gli strumenti già previsti dal CCNL.

La Guida si articola su quattro capitoli. Dopo aver dedicato il primo capitolo ad una sintesi dello schema della responsabilità e delle sanzioni a carico degli enti, in particolare per effetto dei reati colposi in materia di salute e sicurezza (con rimando all'ampia bibliografia esistente sul tema pre e post ampliamento operato dalla L. 123/07 e dal successivo decreto delegato 81/08), il documento si focalizza (nel secondo capitolo) sul tema centrale dei requisiti specifici (ex art. 30 del D.Lgs. 81/08) che i Modelli devono assecondare per la parte relativa alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Al riguardo la Guida ripercorre l'iter che raccomanda ai propri associati:
  • valutazione circa la necessità di adottare il modello organizzativo o meno da parte dell'Impresa Associata: pur ricordando a tutti che l'adozione è facoltativa, si raccomanda che la scelta sia informata, ponderata e, possibilmente, documentata;
  • costruzione e corretta attuazione del modello, con il riepilogo delle componenti principali del Modello (coerentemente alle Linee Guida per la costruzione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo di Confindustria), con un focus particolare (orientato alla predisposizione o integrazione rispetto ai rischi-reato in ambito salute e sicurezza) su:
    1. Codice Etico;
    2. sistema disciplinare ai fini dell'enforcement del Modello;
    3. Linee Guida UNI-INAIL e British Standard OHSAS 18001:2007 ad indirizzo delle imprese nello sviluppo e implementazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro;
    4. integrazione e coordinamento del Modello rispetto alle misure di prevenzione e protezione adottate dall'azienda obbligatoriamente e, ove presenti e più ampie, su base volontaria. Il messaggio è chiaro: possono e devono essere evitate inutili e costose duplicazioni.
Il terzo capitolo è interamente dedicato all'Organismo di Vigilanza quale componente essenziale di qualsiasi Modello. Sono contenute interessanti indicazioni sulla composizione dell'organo (in particolare se il RSPP e/o il RLSSA ne possono fare parte o meno e su quali rapporti essi dovrebbero avere con l'organismo), sui requisiti personali dei componenti e sulla sua organizzazione interna, inclusi mandato e poteri, sulle responsabilità istituzionali in capo all'OdV, nonché sulle ipotesi di OdV nei gruppi di imprese. Grande importanza è, infine, data ai flussi informativi (intesi come obblighi informativi puntualmente definiti in capo al portatore dell’informazione) quale strumento essenziale per consentire all'OdV di adempiere alle proprie responsbilità e consentire l’efficace attuazione del Modello. Sono indicati alcuni esempi concreti di flussi informativi da predisporre in ambito salute e sicurezza, realizzando quell'integrazione e coordinamento di cui si diceva innanzi.

Il quarto capitolo è dedicato al tema, sempre più rilevante post ampliamento ai reati colposi operato dalla L. 123/07, del D.Lgs. 231/2001 presso le imprese di piccole dimensioni. Prendendo le mosse dalla infelice e non univoca definizione di enti di "piccole dimensioni" usata dal D.Lgs. 231/2001, non riconducibile ai concetti di micro, piccola o media impresa, il documento riepiloga, per contrapposizione, le semplificazioni legate a soglie dimensionali minime e ben quantificate che il legislatore della normativa in ambito salute e sicurezza ha previsto. Ciò anche con riferimento all'Organismo di Vigilanza e alla sua configurazione in funzione delle dimensioni dell'ente, suggerendo alcune pratiche ed efficienti soluzioni.

La Guida contiene infine, in allegato, la sintesi del quadro normativo di riferimento, nonché una check-list per l'autovalutazione della conformità rispetto ai principali requisiti del sistema Gestione della Sicurezza secondo la norma BS OHSAS 18001, integrata con un'analoga check-list appositamente predisposta per l'auto-valutazione rispetto ai requisiti discendenti dal D.Lgs. 231/2001 e successive modifiche e integrazioni (tra cui appunto quella operata dal D.Lgs. 81/08). Un ultimo prezioso allegato rappresenta una summa delle agevolazioni INAIL relative alle attività di prevenzione di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (MOD OT-24).

In conclusione può sicuramente riconoscersi al Gruppo di Lavoro “D.Lgs. 231/2001” del Comitato Affari Legali di Federchimica che il contributo fornito è veramente notevole e apprezzabile, per le seguenti ragioni almeno:
  • il documento è stato pensato e disegnato come Guida operativa per i suoi destinatari: è sempre più diffusa l’esigenza da parte degli addetti ai lavori di disporre validi strumenti operativi (ne sono diretta espressione, in particolare, gli allegati del documento) e non astratte dissertazioni, magari di pregio scientifico ma di non immediata applicabilità e quindi avulse dal contesto aziendale;
  • il documento si focalizza sul tema Salute e Sicurezza su lavoro in chiave 231: gran parte dei componenti degli Organismi di Vigilanza, nonché in genere dei professionisti o altri addetti ai lavori che fino alla L. 123/07 si sono occupati di Modelli 231, sono piuttosto digiuni sul tema (invero vastissimo) “salute e sicurezza sul lavoro”. Su tale tema è noto che esistono specifiche e qualificate professionalità e competenze che fino ad allora operavano nel proprio ambito aziendale, senza grandi occasioni e necessità di interfacciarsi con gli attori aziendali dei Modelli 231. La Guida aiuta a superare questo gap sia degli uni (attori 231 tradizionali) che degli altri (esperti in ambito salute e sicurezza e nuovi attori 231), cercando di chiarire gli ambiti di competenza di ciascuno e le occasioni e necessità di coordinamento reciproco. Personalmente questo reciproco gap, in certi casi vero e proprio diaframma, lo sperimento ogni volta in cui da componente OdV devo organizzare e tenere per la prima volta un meeting con il RSPP o con il RLSSA: condividere in anticipo un documento del genere di sicuro può facilitare il dialogo e migliorare l’efficienza complessiva dell’attività dell’OdV;
  • la guida si incentra sui rischi-reato in ambito salute e sicurezza: è pacifico, e la giurisprudenza di taluni Paesi in cui esiste da tempo la responsabilità degli enti per reati in ambito salute e sicurezza sul lavoro lo conferma, che una grandissima percentuale dei giudizi penali in cui sarà invocata la responsabilità dell’ente sarà proprio quella ex articolo 25-septies (Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro) del D.Lgs. 231/2001. In termini di puro risk-assessment il documento è pertanto focalizzato proprio sui rischi-reato più importanti e, verosimilmente, maggiormente sentiti dagli associati di Federchimica, inclusi quelli che prima dell’estensione ex L. 123/07, sia per la natura dolosa delle fattispecie fino ad allora contemplate, sia per le dimensioni medio-piccole della propria azienda, avevano di fatto rinviato ogni progetto per la conformità ai requisiti di cui al D.Lgs. 231/2001.
Mi sia, infine, consentito di ringraziare vivamente Federchimica per avermi gentilmente concesso l’onore e l’opportunità della presente recensione e ComplianceAziendale per lo spazio che gli ha voluto riservare sul proprio sito.

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[*] Stefano Barlini, CIA, CISA, CCSA, QAR, è componente di Organismi di Vigilanza 231 e professionista specializzato in servizi di consulenza in materia di risk management e controllo interno. Dal gennaio 2009 è Associato per la practice Risk Consulting a AuditStrategy appartenente al network Horwath International. Si occupa di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo fin dalla loro introduzione nel nostro ordinamento. E’ co-autore della Guida interpretativa e applicativa open source "I Modelli di organizzazione e di gestione ex art. 30 del D.Lgs. 81/2008".

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