Il Tour dell'Internal Audit, conclusioni

Lo scorso 24 settembre ComplianceAziendale.com ha lanciato l'iniziativa "Il Tour dell'Internal Audit" (leggi la presentazione), definita un "Viaggio tra le funzioni di Internal Audit delle società italiane quotate a medio-piccola capitalizzazione".


L'iniziativa si proponeva tre obiettivi:
  1. approfondire, attraverso una serie di interviste con i referenti delle funzioni di Internal Audit di alcune società, le caratteristiche organizzative ed operative delle Funzioni di Internal Audit istituite presso le società italiane quotate a medio-piccola capitalizzazione;
  2. promuovere la costituzione di una rete di relazioni tra i professionisti dell’Internal Audit, fornendo loro lo stimolo per condividere (partendo dalle interviste in programma) esperienze e opinioni o per scambiare documenti di interesse comune;
  3. permettere ai visitatori più giovani del sito ComplianceAziendale.com, agli studenti universitiari e a chiunque si prepara alla carriera di auditor di conoscere più da vicino l’ambiente di lavoro e i percorsi di carriera che caratterizzano le funzioni di Internal Audit delle società coinvolte.
All'iniziativa hanno partecipato (in rigoroso ordine alfabetico) la dottoressa Artich del Gruppo Nice s.p.a., il dottor Barizza del Gruppo Permasteelisa, il dottor Boeris del Gruppo Zucchi, il dott. Colombo del Gruppo Geox, il dott. Lamberti del Gruppo Stefanel, il dottor Sita del Gruppo Grandi Salumifici Italiani ed il dottor Valentini del Gruppo Safilo; a tutti loro va il mio sentito ringraziamento per il tempo dedicato e per gli stimoli e spunti di riflessione forniti con le loro risposte.
Le loro risposte, infatti, ci hanno permesso di approfondire le caratteristiche (attività svolte, responsabilità assegnate, professionalità presenti ...) delle Funzioni di Internal Auditing costituite in società quotate a medio-piccola capitalizzazione e, a mio parere, hanno anche fornito delle indicazioni utili a chi desidera avvicinarsi a questa bella professione.

Anche se il campione di società intervistate non può assolutamente considerarsi significativo, dalle interviste emergono degli elementi comuni a tutti gli intervistati che ho di seguito riassunto; vi invito però a leggere direttamente le singole interviste per apprezzare anche gli elementi che caratterizzano ciascuna realtà aziendale.

Quando è stata istituita la funzione di Internal Audit?
Nella maggioranza dei casi la funzione di IA è stata istituita meno di tre anni fa.

Quali responsabilità sono assegnate alla Funzione di Internal Auditing?
Nella quasi totalità dei casi la responsabilità principale è il presidio ed il miglioramento del sistema di controllo interno, in un solo caso l’esigenza principale è il presidio delle esigenze di compliance (L. 262/05 e D.Lgs. 231/01).

Qual è la provenienza professionale del Responsabile e degli addetti della funzione di Internal Auditing?
Il Responsabile della Funzione di Internal Auditing proviene principalmente dalla revisione contabile. Altre aree di provenienza sono il controllo di gestione e l’organizzazione aziendale.

A chi riporta il Responsabile della funzione di Internal Auditing?
Il riporto gerarchico del RIA è all’Amministratore Delegato, quello funzionale, come da dottrina, al Comitato per il Controllo Interno

Gli internal auditor sono in possesso di certificazione?
In quattro casi su sette gli internal auditor non sono in possesso di certificazione.

Le risorse (strumentali, umane e finanziarie) assegnate alla Funzione di Internal Auditing sono adeguate? Le risorse sono considerate nel complesso adeguate al mandato e agli obiettivi fissati.

Quali strumenti informativi sono utilizzati dalla Funzione di Internal Auditing?
Non sono utilizzati generalmente applicativi specifici, ma si ricorre agli applicativi del pacchetto MS Office.

Recruiting e employee retention nella Funzione di Internal Auditing.
L’employee retention, considerata la recente costituzione della Funzione, non si è ancora manifestato come problema; tutti i Responsabili della Funzione di Internal Auditing intervistati hanno invece evidenziato le difficoltà nel reperire auditor in possesso delle competenze professionali necessarie.

La Funzione di Internal Auditing utilizza servizi in out-cosourcing?
In 6 casi su 7 la Funzione di Internal Auditing si è avvalsa di servizi esterni, generalmente come supporto specialistico su tematiche particolari.

Quali sono le opportunità e limiti, secondo il Responsabile della funzione di Internal Auditing, del ricorso a servizi out-cosourcing? L’opportunità principale è la flessibilità e la maggiore specializzazione delle risorse esterne; il limite maggiore è la “conoscenza superficiale delle organizzazioni, dei processi e soprattutto delle persone” che vi lavorano.

Come descrive il Responsabile della funzione di Internal Auditing il proprio ambiente di lavoro?
Complesso, dinamico, eterogeneo. Si evidenzia, poi, la possibilità di operare in un contesto internazionale.

Come si distribuiscono, in termini percentuali, i servizi erogati nell’ultimo anno dalla Funzione di Internal Auditing? A dispetto delle responsabilità assegnate, in questa fase iniziale della Funzione di Internal Auditing i servizi di compliance “valgono” il 39% dei servizi erogati, quelli di Internal Audit il 44% e le attività di consulenza il 14%. Il restante 3% è per i mandati speciali.

Chi sono i principali committenti dei servizi della Funzione di Internal Auditing?
I principali committenti dei servizi della Funzione di Internal Auditing sono il Comitato per il Controllo Interno e l’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/01. Segue l’Amministratore Delegato.

Come è percepita la funzione di Internal Auditing da parte dei diversi interlocutori?
La Funzione di Internal Auditing è percepita dagli interlocutori istituzionali come “la funzione che li può rassicurare sulle loro responsabilità in merito al Sistema di Controllo Interno”; all’interno dell’azienda, dalle strutture auditate, è inizialmente percepita come struttura di controllo.

Come viene gestita la complessità delle relazioni con le società o sedi estere?
I Gruppi, nella maggioranza dei casi, hanno adottato l’inglese quale “lingua ufficiale”.

Gli internal auditor sono iscritti a qualche associazione professionale?
In sei casi su sette, almeno il RIA è iscritto all’AiiA.

Come valuta, il Responsabile della funzione di Internal Auditing, i servizi offerti dall’associazione profesionale di riferimento?
I servizi sono considerati adeguati ai bisogni o in linea con le aspettative; tra i suggerimenti formulati quello di prendere a riferimento, nell’organizzazione delle attività dell’associazione, non solo la realtà delle grandi aziende italiane, che possono contare su funzioni di internal auditing piuttosto strutturate, ma anche quelle di realtà che, pur operando in un contesto internazionale, possono contare su di un numero di risorse assai più limitato.

Come vede il Responsabile della funzione di Internal Auditing l’evoluzione dell’attività di audit nelle aziende a medio-piccola capitalizzazione.? Si ritiene che il ruolo sempre più penetrante della normativa nell’attività aziendale porterà molto probabilmente ad un ulteriore sviluppo dei servizi di compliance. Ma si sottolinea anche l’opportunità di diventare interlocutori credibili nel processo di miglioramento dei processi e dell’organizzazione interna.

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