Compliance e certificazione di qualità nelle PMI

di Luca De Gennaro e Giovanni Battisti

Come è percepita la compliance e la certificazione nelle aziende medio-piccole?
A questa domanda prova a dare una risposta il dottor De Gennaro, dello studio omonimo, analizzando il comportamento di 20 aziende medio-piccole in relazione alle attività di certificazione e di compliance. Le aziende oggetto dell'indagine operano nel settore industriale (40%), dei servizi (40%) e del commercio (20%); pur rientrando tutte nella definizione di "piccole medie imprese", le aziende considerate sono piuttosto eterogenee sia per numero di dipendenti sia per fatturato annuo.

Le risposte fornite sembrano confermare la sensazione che, nelle aziende medio piccole, l'adeguamento alle normativa sia spesso vissuto come un onere economico e gestionale, del quale non si riesce a percepire il ritorno economico; ecco perché ci si adegua agli adempimenti normativi obbligatori (sicurezza sul lavoro e privacy) od agli adempimenti certificativi (la "qualità") che permettono un immediato ritorno di immagine ed economico, mentre si trascurano la certificazione ambientale (al momento, evidentemente, meno rivendibile) o gli adempimenti di compliance facoltativi (ad esempio, l'attuazione del D.Lgs. 231/01).

Infatti:
  • tutte le aziende hanno conseguito la certificazione di qualità (ISO 9001);
  • solo il 10% delle aziende ha scelto di conseguire anche la certificazione ambientale (UNI, ISO 14001);
  • tutte le aziende, tranne una che ritiene di "essere in regola sostanzialmente con il dettato della legge in questione, ma non formalmente", si sono adeguate alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • tutte le aziende intervistate -tranne una, anche in questo caso, che "non ritiene di doversi adeguare alla normativa in questione"- ritengono di essere in regola con il dettato della normativa sulla tutela dei dati personali e sensibili;
  • al contrario, nessuna delle aziende intervistate ha posto in essere dei modelli preventivi, ad efficacia esimente, in attuazione del D.Lgs. 231/01: "La totalità delle imprese ha evidenziato una scarsa conoscenza dell'argomento. Dopo una breve presentazione del Decreto Legislativo 231/2001, gli intervistati hanno, nella totalità dei casi risposto di non voler provvede ad introdurre nelle loro realtà i modelli in questione per i seguenti motivi: costi elevati; appesantimento della struttura gestionale ed amministrativa; inutilità dei modelli in conseguenza dell'accentramento del potere decisionale nelle mani degli amministratori/soci/proprietari."
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Commenti

  1. Non mi stupisce affatto.
    Quello che è stupefacente è non aver compreso le implicazioni ed i collegamenti tra 231/01 ed art. 30 dell'81/08.
    Come al solito .... si muoveranno ai primi provvedimenti della magistratura

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