Modifiche al d.lgs. 58/98 (TUF)

Fonte: Assonime

Il Consiglio dei Ministri, in data 26 giugno 2009, ha approvato lo Schema di Decreto legislativo che modificherà il decreto legislativo n. 58/1998 (di seguito "Tuf").

Lo Schema di Decreto:
i) contiene interventi correttivi della disciplina dei consulenti finanziari;
ii) incide sulle modalità di pubblicazione delle informazioni regolamentate e sulla definizione di approvazione del prospetto, per rendere tale definizione aderente a quella contenuta nella direttiva 2003/71/CE (si veda l’art. 94-bis, comma 1);
iii) estende alle negoziazioni di strumenti finanziari sui sistemi multilaterali di negoziazione i presidi e l’apparato sanzionatorio in caso di abusi di mercato, attualmente previsti per le sole negoziazioni sui mercati regolamentati (si vedano, per esempio, le modifiche agli artt. 116, 180, 182, 184, 185, 187-septies, 187-octies);
iv) allinea alcune disposizioni alla disciplina prevista dalla direttiva 2004/109/CE (di seguito "Direttiva Transparency" [1]).

Con riferimento alle modalità di pubblicazione delle informazioni regolamentate, lo Schema di Decreto ha aggiunto agli artt. 113-ter (Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate” e 114 (Comunicazioni al pubblico) le parole "ferma restando la necessità di pubblicazione tramite mezzi di informazione su carta stampata". Ciò comporterà che la Consob, nello stabilire le modalità di pubblicazione delle informazioni regolamentate, dovrà necessariamente tener conto del ricorso all’uso di carta stampata, previsto dalla norma primaria. Analoga modifica è stata prevista all'art. 113-bis relativo all'ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti.

Lo Schema di Decreto ha inoltre previsto il potere della Consob di stabilire modalità di attuazione relativamente alla disciplina della circolazione dei prodotti finanziari, di cui all’art. 100-bis Tuf. L’introduzione di tale potere si è reso opportuno per dissipare i dubbi interpretativi ed operativi emersi nella prassi applicativa e fornire, pertanto, indicazioni certe agli operatori di mercato.

Lo Schema di Decreto, inoltre, ha rappresentato l’occasione per inserire, in alcune disposizioni del Tuf, la definizione di "emittente quotato avente l’Italia come Stato membro d’origine", di cui all’art. 1, comma 1, lett. w-quater, introdotta dal decreto legislativo n. 195/2007, di recepimento della Direttiva Transparency. La definizione è stata inserita, in particolare, nell’art. 114, comma 6, Tuf e nell’art. 118-bis, comma 1, Tuf. Con riguardo all’art. 114, l’inserimento della categoria "emittente quotato avente l’Italia come Stato membro d’origine" consente, inoltre, un parziale allineamento tra i soggetti nei confronti dei quali esiste un obbligo di pubblicazione di notizie e di documenti necessari per l’informazioni al pubblico (comma 5) e i soggetti che possono effettuare opposizione (comma 6) .

Lo Schema di Decreto, infine, interviene in materia di programmi di riacquisto di azioni proprie in un duplice modo: da un lato, estende l’esenzione dalla disciplina relativa agli abusi di mercato, prevista all’art. 183, comma 1, lett. b) Tuf, alle operazioni di stabilizzazione su strumenti finanziari ammessi anche nei sistemi multilaterali di negoziazione, dall’altro lato, elimina il riferimento alle operazioni di riacquisto di obbligazioni e altri strumenti finanziari, riferimento non conforme alla direttiva 2003/6/CE sugli abusi di mercato e mai attuato dalla normativa secondaria (si veda, sul punto, anche la circolare Assonime n. 22/2009).

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[1] Articoli, già pubblicati, relativi alla Direttiva Transparency:

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