Adozione ex post del Modello organizzativo 231 e revoca della misura interdittiva cautelare

Il sito "I Reati Sociatari" pubblica il testo dell'ordinanza del tribunale di Palermo del 25 ottobre 2007, e una nota di commento all'ordinanza stessa a cura di F. Tosi.
Rimandando alla lettura del commento per un'analisi più approdondita, se ne riportano alcuni passaggi:
"L'ordinanza ha ad oggetto le condizioni per l'adozione e la revoca di misure cautelari interdittive nell'ambito del procedimento ex d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231.
[...]
Nel caso in esame, a seguito della contestazione agli amministratori di una società del reato di truffa aggravata di cui all'art. 640 bis C.P. nell'interesse e con vantaggio dell'ente, e dunque della contestazione all'ente della responsabilità amministrativa da reato ai sensi dell'art. 24 d.lg. 8 giugno 2001 n. 231, il giudice competente decideva l'applicazione delle misure cautelari della revoca di finanziamenti correlati a quelli oggetto di contestazione e (2) dell'esclusione da agevolazioni, finanziamenti o contributi pubblici per il periodo di un anno.
[...]
La società, a seguito della intervenuta adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo, ha chiesto la revoca delle misure cautelari.
Il Tribunale ha dato assenso parziale, revocando la misura cautelare dell'esclusione da agevolazioni, finanziamenti o contributi pubblici per il periodo di un anno.
[...]
Quanto alle caratteristiche dei modelli di organizzazione, viste le ridotte dimensioni della società, è oggetto di favorevole valutazione l'introduzione di sistemi di controllo e validazione delle decisioni e delle operazioni esterni alla società stessa.
In particolare è stata valutata positivamente la presenza di componenti esterni nell'organismo di vigilanza (e dunque il mancato ricorso alla semplificazione prevista dall'art. 6 comma 4 del decreto per i soggetti di piccole dimensioni, che prevede la possibilità di investire l'organo dirigente dell'ente dei compiti dell'organismo di vigilanza) nonché il ricorso a consulenti esterni per la validazione di scelte strategiche in aree a rischio di commissione dei reati-presupposto (con il supporto di un adeguato apparato sanzionatorio anche per i soggetti esterni all'ente)."

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