Nuovi reati presupposto del d.lgs. 231/2001 (24-ter, 25-bis.1, 25-novies)

di Roberto Di Mario, avvocato*

Il Legislatore è intervenuto nuovamente sul d.lgs. 231/01 con l’approvazione da parte del Parlamento dei disegni di legge concernenti :
  1. “disposizioni in materia di contrasto alla criminalità organizzata e all’infiltrazione mafiosa nell’economia”;
  2. “disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”(cd “Sviluppo”).

I provvedimenti, infatti, oltre a contenere alcune modifiche e integrazioni al codice penale, hanno ampliato le ipotesi di responsabilità amministrativa degli enti introducendo, nel testo del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, gli articoli:
  • 24-ter riguardante i delitti di criminalità organizzata;
  • 25-bis.1 riguardante i delitti contro l’industria e il commercio;
  • 25-novies concernente i delitti in materia di violazione del diritto di autore.
Il “collegato Sviluppo” ha anche previsto, oltre alla modifica della rubrica, l’introduzione dei reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p. nell’art. 25-bis.

In allegato al presente documento (leggi: Ddl S.1195-B, Ddl S733–B) sono riportate le fattispecie di reato, modificate o inserite ex novo. Tra le ipotesi del primo tipo si richiamano ad esempio i citati artt. 473 e 474 c.p. riguardanti, rispettivamente, la contraffazione e il commercio di prodotti falsi che, riscritti completamente dal collegato “Sviluppo”, prevedono un inasprimento delle pene base e stabiliscono sanzioni per le società che traggono giovamento dalla commissione di tali illeciti (fino a 500 quote e misure interdittive fino a un anno). Tra i nuovi reati si segnala invece la contraffazione di indicazioni geografiche o di denominazioni di origine di prodotti alimentari, art. 517-quater.

L’inserimento dei delitti contro la criminalità organizzata tra i reati presupposto previsti dal d.lgs. 231/01 non rappresenta una novità assoluta. Infatti, l’art. 10 della legge 146/2006 “Ratifica della Convenzione ONU sulla lotta alla criminalità organizzata transnazionale” aveva già previsto alcuni delitti associativi tra i reati presupposto nel caso in cui tali reati avessero carattere transnazionale. Tale introduzione ed estensione anche all’ambito nazionale risponde all’esigenza di rafforzare la lotta contro la criminalità di impresa (ad esempio frodi fiscali, il traffico illecito di rifiuti, ecc.).

L’arricchimento della “famiglia” dei reati presupposto costringe gli enti ad aggiornare il Modello e i presidi di controllo per prevenire i comportamenti illeciti che potrebbero causare la responsabilità amministrativa ai sensi del d.lgs.231/2001.

Tra gli specifici presidi di controllo si dovrà tenere conto che, al fine della prevenzione dei delitti con finalità di associativa, il rischio maggiore è rappresentato dalla “controparte”: in concreto, la principale attività di prevenzione per questo categoria di reati sarà rappresentata dalla verifica che la persona fisica o giuridica con la quale la Società intrattiene rapporti commerciali sia in possesso di adeguati requisiti di professionalità e di onorabilità.


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