Privacy: conservazione degli indirizzi IP

Secondo quanto riportato in questo articolo del Corriere della Sera.it, il gip Fabrizio D'Arcan­gelo, che nel corso di un indagine per "istigazione a delinquere" tramite sistemi informatici si è visto opporre l'indisponibilità degli indirizzi IP assegnati agli utenti, avrebbe sottolineato come
"l'operato del­la magistratura nel reprimere i reati può trova­re solo i «limiti imposti dalla legge, e non già quelli dettati da autorità amministrative» come il Garante della Privacy, che, «in assenza di fondamen­to legale», non ha alcun titolo per prescrivere alle aziende del settore di conservare per soli due mesi gli indirizzi Ip. Per questo il gip ordina al pm di non arrestarsi di fronte ai «dinieghi inopinatamente opposti da H3G e Microsoft», e apre alla «disapplicazione» della «non condivisibile pre­scrizione del 10 gennaio 2008» del Garante, e del 17 gennaio: «illegittime per in­competenza e violazione di legge», laddove prevedono un termine di conservazione (2 mesi) «difforme da quello previsto dal legislatore comu­nitario» (6 mesi come mini­mo) «e nazionale» (12 mesi)."
Non essendo esperto di privacy, evito di commentare e mi limito a segnalare questo spunto che reputo interessante, e ad allegare i provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali interessati:

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