La Cassazione e l'art. 303 del D.Lgs. 81/08

Corte di Cassazione, sentenza 7 maggio 2009, n. 29545 (depositata il 17 giugno 2009).
Applicabilità della circostanza attenuante di cui all'art. 303 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (nuovo Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro).

di Stefano Lorenzo Antiga*

Nella sentenza 29545 del 7 maggio 2009, la Suprema Corte di Cassazione è stata chiamata a decidere un caso relativo ad un responsabile di una ditta individuale, il quale aveva omesso, nell'ambito della gestione di un cantiere edile, di dotare gli impalcati dei ponteggi di idonee tavole e di parapetti (come prescritto dall'art. 24, co. 1 D.P.R. 164/56, e dagli artt. 267 e 271 D.P.R. 547/55) e, inoltre, non aveva allestito un impianto elettrico atto a prevenire i pericoli derivanti da contatti con gli elementi sotto tensione ed i rischi d'incendio, omettendo altresì di collegare a terra le parti metalliche dell'impianto medesimo.

Pur avendo il predetto responsabile ottemperato alle prescrizioni impartite dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Napoli, egli non aveva provveduto al pagamento della sanzione amministrativa irrogatagli ai sensi dell'art. 20 d.lgs. 758/1994.
Chiamato dunque a rispondere dei summenzionati illeciti in sede penale, l'imputato veniva condannato per i reati ascrittigli, seppur con la concessione delle circostanze attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena.

Lo stesso, però, proponeva ricorso per Cassazione, deducendo che "l'adempimento delle
prescrizioni antinfortunistiche a seguito di invito alla regolarizzazione vale come attenuante che erroneamente non è stata riconosciuta dalla sentenza impugnata".

Ed infatti – come anche la Cassazione ha rilevato dichiarando ammissibile il ricorso – l'art. 303 del nuovo T. U. in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (d.lgs. 81/2008), prevede quanto segue:
"La pena per i reati previsti dal presente decreto e puniti con la pena dell'arresto, anche in via alternativa, è ridotta ad un terzo per il contravventore che, entro i termini di cui all'articolo 491 del codice di procedura penale, si adopera concretamente per la rimozione delle irregolarità riscontrate dagli organi di vigilanza e delle eventuali conseguenze dannose del reato" (comma 1).
Nel caso di specie, il responsabile della ditta individuale si era concretamente adoperato al fine di rimuovere le irregolarità riscontrate nella gestione del cantiere edile, omettendo poi "soltanto" di pagare la sanzione amministrativa che gli era stata irrogata (secondo la nota procedura di prescrizione delle contravvenzioni ex artt. 20 ss. d.lgs. 758/94, richiamati dall'art. 301 d.lgs. 81/2008 per le contravvenzioni in materia di salute, igiene e sicurezza sul lavoro punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda).
Si tratta della prima decisione di legittimità in merito alla circostanza attenuante prevista dal citato art. 303 d.lgs. 81/2008.

* Fondatore e direttore della Rivista sul Penale dell'Economia.

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