La Direttiva sui Servizi di Pagamento 2007/64/CE (PSD)

di Roberto Di Mario* e Alessandra Pietroletti

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in data 5 dicembre 2007, con recepimento da parte degli Stati Membri previsto entro il 1 novembre 2009, la Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD) è l’iniziativa legislativa della Commissione Europea tesa a ordinare in un unico quadro normativo l’intera materia dei pagamenti nel Mercato Unico.

Lo scopo della Direttiva è quello di definire un ambito giuridico comune, dove diritti e obblighi per i prestatori e gli utenti dei servizi di pagamento sono chiaramente definiti.
In particolare la PSD mira a:
  • sostenere la creazione di un Mercato Unico europeo dei servizi di pagamento al dettaglio (la SEPA) nel quale non vi sia distinzione tra pagamenti transfrontalieri e nazionali all’interno dell’Unione Europea abbattendo così le attuali barriere legali esistenti tra i diversi Stati Membri dell'UE e definendo una corrispondente cornice giuridica unitaria;
  • aumentare la concorrenza tra gli operatori e tra i mercati nazionali dei pagamenti e garantire parità di condizioni;
  • accrescere trasparenza sia per i prestatori dei servizi di pagamento che per gli utenti;
  • standardizzare diritti e obblighi per i prestatori e gli utenti dei servizi di pagamento.
I principali soggetti coinvolti dalla Direttiva sono:
  • il Prestatore di Servizi di Pagamento: rappresentato da banche, istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento, Poste Italiane s.p.a., la Banca Centrale Europea e le banche centrali nazionali quando non agiscono in veste di autorità monetarie o altre autorità pubbliche (le pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali quando non agiscono in veste di autorità pubbliche);
  • l’Utilizzatore di servizi di pagamento: la persona fisica o giuridica che utilizza un servizio di pagamento in veste di pagatore o beneficiario o di entrambi;
  • il Consumatore: rappresentato dalla persona fisica che nei contratti per la fornitura di servizi di pagamento agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (ex art. 3 lett. a d. lgs. n. 206/2005 – Codice del consumo);
  • la Micro-impresa: l’impresa che, al momento della conclusione del contratto per la prestazione di servizi di pagamento, rientra nell’ambito dell’articolo 1 e all’articolo 2 paragrafi 1 e 3 della raccomandazione 2003/361/CE.
In relazione ai soggetti coinvolti si sottolinea che la Direttiva riconosce o nega alcuni diritti sulla base del soggetto controparte, distinguendo a tal fine tra consumatori e non.
La normativa riserva, infatti, ai consumatori una tutela maggiore, introducendo una diversa disciplina per i pagamenti a seconda che l’utente sia un consumatore o meno.
Inoltre la Direttiva prevede la facoltà per gli Stati membri di applicare le regole sulla trasparenza anche alle Microimprese.

L’ambito di applicazione della Direttiva riguarda:
  • le transazioni di pagamento che si realizzano tra Prestatori dei Servizi di Pagamento e utilizzatori dei Servizi di pagamento all’interno di uno stato membro e fra più stati dell’Unione Europea;
  • i pagamenti in euro anche provenienti o diretti da/verso stati membri in cui vige una divisa diversa dall’euro;
  • i pagamenti disposti mediante supporto elettronico (telematico e/o magnetico) e/o cartaceo quali Credit Transfer, Direct Debit, carte magnetiche.
Sono esclusi dall’ambito di applicazione gli assegni e le cambiali.

[Leggi la seconda parte dell'articolo]


*Avv. Roberto Di Mario
Studio Legale Tributario
Via Po, 28, Roma 00198, Italy, Tel: +39 06 85567111
Via Wittgens, 6, Milano 20123, Italy, Tel: +39 02 85141
E-mail: roberto.di-mario@it.ey.com

Commenti

Post più popolari