Che relazioni esistono tra la 231 e la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro?

di Stefano Barlini, Crowe Horwath – AuditStrategy *

Tra i reati sanzionati dalla 231 ci sono i reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime occorsi sul luogo di lavoro e resi possibili dall’azienda o ente in genere a causa della sua inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In altri termini, affinché si origini la responsabilità dell’azienda o ente in genere, è necessario non solo che si configurino tutti gli elementi di tali reati (l’evento che le norme penali dell’omicidio colposo o delle lesioni gravi o gravissime puniscono), ma occorre la colpa specifica (la condotta commissiva o omissiva cui è associabile un interesse o vantaggio dell’ente) che l’evento si sia verificato a causa dell’inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ciò detto si pone per le società o enti in genere:
  • l’obbligo di dare seguito innanzitutto alle misure minime e cogenti per rispondere all’esigenza di prevenzione e gestione dei rischi di infortunio e malattie sviluppabili nei luoghi di lavoro;
  • la possibilità di eliminare o limitare la propria responsabilità anche nel caso di occorrenza dell’omicidio colposo o delle lesioni gravi o gravissime sul luogo di lavoro, dimostrando la propria diligenza organizzativa (mediante il Modello 231) nell’assicurare che le misure obbligatorie sono state adottate ed operativamente attuate.
In ogni caso le componenti del Modello 231 generalmente non si esauriscono con quelle disegnate per prevenire i reati a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che rappresentano, pertanto, una parte e non il tutto.


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* Questo articolo integra la serie di 12 domande e risposte sul d.lgs. 231/01 "Cos'è la 231?", di Stefano Barlini.

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