L'OdV: la struttura

Contributo teorico-pratico alla ricerca di un criterio selettivo per la nomina dell'Organismo di Vigilanza

di Claudio Malgarini*

Requisiti essenziali - Le attività demandate all'OdV - La struttura - Sulla composizione: primi rilievi sollevati in giurisprudenza - Sulla composizione: casi particolari: …L'amministratore indipendente; …Il sindaco; …Il dipendente di altra società dello stesso Gruppo dell'Ente - Conclusioni - (Scarica il documento in formato pdf)


La legge nulla dispone sulla composizione né sulla struttura dell'OdV, ad eccezione dell'art. 6, co. 4, che si limita a precisare - con specifico riguardo agli enti di piccole dimensioni - che i compiti attribuiti all'OdV possano essere assolti dall'organo dirigente.
Fuori da detta ipotesi, il primo nodo cruciale, che invero ha trovato molto spazio soprattutto nella fase appena successiva alla entrata in vigore del decreto, ha riguardato la composizione monocratica ovvero collegiale dell'OdV.

A riguardo si rileva come la posizione assunta dalle principali associazioni di categoria nettamente in favore di una composizione di tipo collegiale[11].
Per quanto riguarda le posizioni prese dalla giurisprudenza, viene sottolineata l'opportunità della forma collegiale per gli enti medio grandi (già citata ordinanza del 4 aprile 2003, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Roma).
Monitorando l'orientamento effettivamente adottato a riguardo da un campione di aziende (quotate e non) relativo alla indagine condotta da Assonime[12] emerge come le figure presenti nella maggior parte delle fattispecie riportate siano riconducibili ad amministratori indipendenti, responsabili della funzione internal auditing, professionisti esterni, membri del collegio sindacale, ma appaiono anche responsabili risorse umane, direttori affari fiscali e societari. Tali evidenze lasciano trasparire come, nella pratica, le aziende che hanno adottato il modello di organizzazione, gestione e controllo di cui al D. Lgs. 231 abbiano ritenuto di ottemperare i requisiti di autonomia, indipendenza e professionalità fissati dal legislatore.
Risultati simili emergono anche dall'indagine svolta più recentemente da PriceWaterhouseCoopers[13] su un campione di società quotate.


[11] Tra cui, CONFINDUSTRIA, ABI (Associazione bancaria italiana), ASSTRA (Associazione delle imprese di trasporto) e ASSIFACT (Associazione delle imprese di factoring), ASSOGESTIONI (Associazione delle società di gestione del risparmio).
[12] Assonime, “Indagine sull'attuazione del Decreto Legislativo 231/2001”, maggio 2008, pp. 21-22.
[13] PriceWaterhouseCoopers, “Decreto legislativo 231/2001, indagine nell'ambito delle società quotate”, maggio 2009.


(*)Avv. Claudio Malgarini
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