L'OdV: Le attività demandate all'OdV

Contributo teorico-pratico alla ricerca di un criterio selettivo per la nomina dell'Organismo di Vigilanza

di Claudio Malgarini*

Requisiti essenziali - Le attività demandate all'OdV - La struttura - Sulla composizione: primi rilievi sollevati in giurisprudenza - Sulla composizione: casi particolari: …L'amministratore indipendente; …Il sindaco; …Il dipendente di altra società dello stesso Gruppo dell'Ente - Conclusioni - (Scarica il documento in formato pdf)


L'analisi intrapresa al fine dell'individuazione delle peculiarità che debbono caratterizzarne i componenti dell'OdV presuppone una congiunta lettura degli artt 6 e 7 del D. Lgs. nonché delle indicazioni elaborate dalle principali associazioni di categoria sulla materia di che trattasi.

Oltre a quanto riportato nell'articolo 6, l'articolo 7, comma 4, evidenzia come il compito di vigilanza sull'efficace attuazione del modello da parte dell'OdV debba essere esperito attraverso “una verifica periodica e l'eventuale modifica dello stesso quando sono scoperte significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell'attività”.
L'affidamento di detti compiti all'Organismo ed, ovviamente, il corretto ed efficace svolgimento degli stessi sono, dunque, presupposti indispensabili per l'esonero dalla responsabilità, sia che il reato sia stato commesso dai soggetti “apicali” (art. 6), che dai soggetti sottoposti alla direzione dei soggetti apicali (art. 7).

Le attività che l'Organismo è chiamato ad assolvere, possono così schematizzarsi [8/9]:
• vigilanza sull'effettività del modello, che si sostanzia nella verifica della coerenza tra i comportamenti concreti ed il modello istituito;
• disamina in merito all'adeguatezza del modello, ossia della sua reale (e non meramente formale) capacità di prevenire i comportamenti non voluti;
• analisi circa il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionalità del modello;
• cura del necessario aggiornamento in senso dinamico del modello, nell'ipotesi in cui le analisi operate rendano necessario effettuare correzioni ed adeguamenti.
A ciò si aggiunga, nei casi in cui, invero non frequenti, l'OdV fosse stato nominato in un tempo precedente alla elaborazione del Modello, l'offerta del proprio contributo per la definizione dello stesso, in modo da evitare che il Modello contenga punti non condivisi dall'OdV che ne potrebbero ulteriormente ritardare l'approvazione.
Va ricordato che all'Organismo di Vigilanza dovranno essere attribuiti unicamente effettivi compiti di controllo e giammai incarichi operativi, in quanto l'eventuale coinvolgimento in scelte gestionali, potrebbe minarne l'indipendenza di giudizio e di azione.
In tema di effettività dei controlli, appare evidente la ratio legis tesa ad evitare il sovrapporsi delle figure del controllore e controllato[10].
Va da se, che l'OdV nello svolgimento della propria attività risulterà tanto più “legittimato” nella sua azione, quanto più sarà sostenuto da parte dei vertici aziendali, per primi assoggettati al suo controllo.


[8] Nel caso di intermediari finanziari è previsto, per gli Organi di controllo, tra cui anche l'OdV:
1. Fermo restando quanto disposto dal codice civile e da leggi speciali, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza, il comitato di controllo di gestione, l'organismo di vigilanza di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e tutti i soggetti incaricati del controllo di gestione comunque denominati presso i soggetti destinatari del presente decreto vigilano sull'osservanza delle norme contenute nel presente decreto.
2. I soggetti di cui al comma 1:
a. comunicano, senza ritardo, alle autorità di vigilanza di settore tutti gli atti o i fatti di cui vengono a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una violazione delle disposizioni emanate ai sensi dell'articolo 7, comma 2;
b. comunicano, senza ritardo, al titolare dell'attività o al legale rappresentante o a un suo delegato, le infrazioni alle disposizioni di cui all'articolo 41 di cui hanno notizia;
c. comunicano, entro trenta giorni, al Ministero dell'economia e delle finanze le infrazioni alle disposizioni di cui all'articolo 49, commi 1, 5, 6, 7, 12 e 13 e all'articolo 50 di cui hanno notizia;
d. comunicano, entro trenta giorni, alla UIF le infrazioni alle disposizioni contenute nell'articolo 36 di cui hanno notizia.
[9] Confindustria, op. cit., marzo 2008, pag. 33.
[10] N.Pisani, “Il concetto di effettività della vigilanza sotto il profilo funzionale si connette strettamente, sul versante soggettivo, all'assenza di situazioni o rapporti che compromettano l'efficacia del controllo”, in “La responsabilità amministrativa delle società e degli enti”, 1-2008, pag. 155.


(*)Avv. Claudio Malgarini
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