22 aprile 2010

Assonime, il punto sugli amministratori indipendenti

Assonime pubblica il documento "Il punto sugli amministratori indipendenti", intervento di Stefano Micossi (Direttore Generale di Assonime) all'assemblea annuale Nedcommunity (Associazione italiana dei componenti non esecutivi di organi societari di amministrazione e controllo) svoltasi ieri, 21 aprile 2010, a Milano.

Di seguito si riportano le conclusioni, rinviando al testo dell'intervento per l'approfondimento:
"La progressiva affermazione nei consigli di amministrazione delle società quotate degli amministratori indipendenti dimostra una fiducia crescente del mercato finanziario e dell'ordinamento in tale figura.
Il percorso iniziato con il Codice di Autodisciplina e per ora compiuto con la legge sul risparmio, ha prodotto complessivamente un buon risultato: nelle società quotate esiste un adeguato numero di indipendenti, è migliorata la qualità del consiglio come collegio e, soprattutto, è aumentata la trasparenza delle informazioni.
Certamente l'istituto, tipico della cultura anglosassone, ha faticato a imporsi, nella forma e soprattutto nella sostanza, tra le nostre società quotate. I risultati sono però incoraggianti, soprattutto nei casi di amministratori di specchiata competenza, autorevolezza e reale indipendenza.
Pur essendo migliorata la trasparenza nei processi di valutazione dell'indipendenza da parte dei consigli, occorre rafforzare la descrizione dei casi di indipendenza "dubbi": in tal senso, le società dovranno tenere in considerazione la raccomandazione recentemente diffusa dal Comitato per la corporate governance delle società quotate.
Una compliance solo formale alla raccomandazione potrebbe condurre a interventi imperativi dell'autorità di vigilanza.
Dal punto di vista sostanziale la presenza degli amministratori indipendenti va coordinata con altre funzioni di controllo presenti nel nostro sistema. La questione è complessa: la moltiplicazione dei soggetti deputati al controllo va risolta con un'opera più generale di razionalizzazione del sistema dei controlli – come abbiamo descritto in un recente volumetto dell'Assonime.
Un nodo da sciogliere sulla governance è rappresentato dalla dicotomia tra amministratori indipendenti e amministratori di minoranza. Risposte non sempre meditate agli scandali finanziari dello scorso decennio hanno prodotto un regime ibrido, con la coesistenza non facile di queste due figure.
Su questi temi si dovrà ritornare, eliminando istituti e sovrastrutture che non hanno dato buona prova e la cui permanenza rischia invece di pregiudicare la potenziale utilità di istituti – quali gli amministratori indipendenti – nei quali l'ordinamento crede e ai quali ha affidato ruoli di crescente rilievo."

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