Attuazione dei modelli organizzativi ex d.lgs. 231/01 nelle società italiane - I risultati dell'indagine

di Roberto Di Mario e Giovanni Battisti

Nel mese di novembre dello scorso anno abbiamo preparato e distribuito un questionario per rilevare, in modo dettagliato, le scelte effettuate dalla aziende che hanno deciso di dare attuazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 231/01.

In questo caso, a differenza di altre iniziative simili nelle quali le informazioni sono state tratte dalle pubblicazioni ufficiali, sono state “intervistate” (per il tramite del questionario) le persone che quotidianamente concorrono a dare attuazione ai modelli di controllo aziendali e/o le persone che erano state chiamate a disegnare tale sistema.

Le 55 aziende che hanno partecipato al questionario presentano le seguenti caratteristiche:
  • nella maggior parte dei casi operano nel settore industriale (40%), nei servizi (35%) o nel settore bancario, assicurativo o finanziario (18%), mentre il settore commerciale è presente solo marginalmente (7%);
  • il 36% delle risposte pervenute è relativo a società quotate sul mercato italiano; di queste società, 6 sono quotate nel segmento STAR, che prevede l'adozione obbligatoria del modello previsto dal d.lgs. 231/01;
  • le società partecipanti sono per lo più di grandi dimensioni: quasi la metà (47%) ha registrato, nell'esercizio 2008, un fatturato superiore ai 500 milioni di euro e il 24% ha fatturato più di 100 milioni di euro; nel 65% dei casi si è, inoltre, in presenza di società con più di 500 dipendenti. Solo 12 aziende rientrano nella combinazione di fatturato e numero di occupati che permettono di classificarle come “piccole-medie imprese”, secondo le definizioni dell’Unione Europea (fatturato inferiore o uguale a 50 milioni di euro e meno di 250 occupati);
  • nel 55% dei casi la società è una capogruppo; le controllate, che rappresentano il 35% delle società partecipanti, per lo più sono controllate da una società estera (55%);
  • nella quasi totalità il modello di governance adottato è quello tradizionale (95% dei casi); solo 2 società hanno optato per uno dei modelli alternativi previsti dal codice civile (entrambe il sistema dualistico).
Le informazioni riportate nel questionario e gli approfondimenti in fase di analisi che talvolta abbiamo reputato necessari per interpretare nel modo più corretto le risposte hanno fornito un quadro estremamente interessante delle scelte aziendali in tema di del d.lgs. 231/01: la prima parte del documento è, quindi, dedicata proprio alla descrizione sintetica delle scelte compiute in fase di realizzazione del Modello e nella successiva fase di attuazione. La seconda parte, invece, riporta i dati analitici forniti in risposta a ciascuna domanda del questionario; in questo modo, è possibile approfondire qualsiasi tema affrontato dal questionario, anche al di fuori dei “percorsi di lettura” forniti nelle prime pagine.

Questa analisi non sarebbe stata possibile senza la disponibilità di tutte le persone che hanno dedicato una parte del loro tempo a compilare il questionario e a rispondere agli approfondimenti richiesti. A tutti quelli che hanno partecipato, quindi, il nostro più sincero "grazie".

Roberto Di Mario (Roberto.Di-Mario@it.ey.com)
Giovanni Battisti (ComplianceAziendale@gmail.com)

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