Processo Thyssenkrupp, ipotizzato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale

Nel processo in corso per l'incendio alla linea 5 dell'acciaieria ThyssenKrupp a Torino, costata la vita a sette operai, l'accusa chiama in causa anche la società Thyssenkrupp come persona giuridica, chiedendo:
  • una sanzione pecuniaria di un milione e mezzo di euro;
  • l'esclusione da agevolazioni e sussidi nonché la revoca di quelli in corso;
  • il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno;
  • la pubblicazione per intero della sentenza su grandi giornali di risonanza internazionale.

Commenti

  1. Non dimentichiamo, tuttavia, che nel corpus del d.lgs. 231/2001 il reato di omicidio volontario (art. 575 C.p.) non compare. Il dolo eventuale è una delle possibili gradazioni del dolo, quella gradazione che la dottrina penalistica è solita tradurre con l'espressione "accettazione del rischio", ma l'art. 25 septies d.lgs. 231 cit. richiama soltanto l'omicidio colposo. Se, dunque, la pubblica accusa formula, a carico del dirigente, un'imputazione per omicidio volontario (ancorché commesso mediante accettazione del rischio), a rigore dovrebbe "saltare" la corporate liability, sempre che, com'è ovvio, non vi sia qualche altro imputato sul quale penda un'imputazione per omicidio colposo. Nel qual caso, la responsabilità dell'ente ex 231 può sussistere.

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  2. Hai ragione, infatti ho fatto io un po' di confusione tra titolo (che si riferisce al reato ipotizzato per le persone fisiche) e il corpo dell'articolo, che si riferisce alla persona giuridica. Grazie per la precisazione.

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