Il controllo indipendente negli enti non profit

Documento del CNDCEC su "Il controllo indipendente negli enti non profit e il contributo professionale del Dottore Commercialista e dell’Esperto Contabile"

Un documento del consiglio nazionale per lo sviluppo di prassi professionali di controllo per migliorare la trasparenza di tutto il settore
Il legislatore non si è sino ad oggi preoccupato di normare in maniera adeguata la funzione del controllo degli enti non profit (Enp), tenendo in scarsa considerazione il fatto che la gestione delle risorse da parte degli enti senza scopo di lucro è un aspetto assai delicato, poiché tali enti perseguono spesso interessi pubblici per mezzo di contributi ed erogazioni effettuati da soggetti terzi con uno specifico fine.

In questa prospettiva, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha elaborato – grazie anche al contributo della Commissione "Rendicontazione finanziaria e gestione delle aziende non profit" – un documento che illustra le disposizioni che richiedono l’obbligatorietà del controllo e presenta una proposta di richiesta dell’organo di controllo modulata in relazione agli aspetti dimensionali delle organizzazioni in oggetto.

“Il documento - spiega il Consigliere nazionale delegato alla materia, Domenico Piccolo -.. è un importante impulso allo sviluppo di prassi professionali di controllo pensate per migliorare la trasparenza di tutto il settore. Partendo dall’analisi della prassi di settore, abbiamo esposto le principali linee guida che i “controllori” degli Enp dovrebbero considerare per svolgere in modo efficace il proprio compito. A tale scopo, il CNDCEC prevede che il controllo debba essere effettuato in base all’approccio del rischio, ossia in estrema sintesi, pianificando e sviluppando la propria attività in ragione dell’affidabilità e all’organizzazione degli enti”.

È opportuno evidenziare che il documento è articolato in base al medesimo approccio già adottato per la predisposizione delle norme di comportamento del collegio sindacale e i principi di revisione internazionale. Ciò detto, è evidente che la diversa finalità degli Enp rispetto alle imprese, nonché i diversi aspetti dimensionali e di complessità organizzativa e/ooperativa ha indotto il CNDCEC a basarsi sulle disposizioni tecniche già previste per il controllo delle imprese, ritenendo, in mancanza di esplicite previsioni normative, di non doversi attenere in toto alla loro applicazione.

Il documento si divide, poi, in due sezioni: attività di vigilanza; e, revisione contabile. L’attività di vigilanza analizza più nel dettaglio i contesti del controllo legale e statutario, il controllo sull’attività dell’ente, e il controllo fiscale. La revisione contabile si occupa dell’analisi delle principali operazioni che dovrebbero essere poste in essere per garantire la coerenza tra la contabilità amministrativa e il rendiconto/bilancio nonché per verificare la veridicità dei prospetti di sintesi.

Il lavoro si completa con una serie di esempi pensati per tutti i colleghi e gli operatori che si trovano ad affrontare una problematica tanto delicata e cruciale per lo sviluppo della società civile, quanto spesso dimenticata dalla legislazione. (Fonte: CNDCEC)

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