31 maggio 2011

Ancora sull’efficace attuazione dei Modelli 231: la conoscenza del Modello

Inizia, con la "conoscenza del modello", l'analisi dei fattori critici di successo di un Modello di organizzazione, gestione e controllo finalizzato a prevenire i reati previsti dal d.lgs. 231/01.
di Stefano Barlini, CIA, CISA, CCSA, QAR*

Conoscenza – il Destinatario è consapevole di cosa ci si aspetta da Lui per contribuire all’efficace attuazione del Modello 231.

La precedente asserzione esclude che possano avere efficace attuazione:
  • non solo, ed ovviamente, i Modelli di facciata (la cui proliferazione è spesso stimolata da scadenze perentorie e formali come quelle di leggi regionali, bandi e simili) del tipo: "lo adotto giusto per dire di averlo… adottato"
  • ma anche i Modelli astratti e/o incompleti del tipo: "tanti i principi enunciati e i buoni propositi di regolare da parte del mio Modello… ma poi … dove stanno gli indirizzi procedurali in grado concretamente di regolare il comportamento dei Destinatari?"
Su questo tema una delle aspettative dei partecipanti ai corsi di formazione sui Modelli 231, che rilevo pressoché sistematicamente, è quella di trovare una risposta concreta alle domande: "Come incide il Modello appena adottato dalla società nella mia attività lavorativa?" "Cosa cambia da oggi in poi?"

Bene, se il Modello non ha i contenuti ("gli indirizzi procedurali") con cui poter rispondere a questa domanda, esso difficilmente potrà raggiungere lo stato di efficace attuazione così com’è, ma necessiterà quantomeno di essere integrato.

L’asserzione, inoltre, mette in evidenza (se mai ce ne fosse bisogno) quanto la formazione sia un fondamentale presupposto per l’efficace attuazione dei Modelli.
E qui si fa riferimento non tanto alla formazione generica sul quadro normativo, sulle linee guida, sulle caratteristiche del Modello, sulle regole di governance adottate, etc. quanto alla parte operativa e applicativa del Modello: quella che contiene, appunto, gli indirizzi procedurali che regoleranno l'esecuzione delle attività sensibili e che potrà essere portata all’attenzione del destinatario con la frase "Ecco cosa l’azienda si aspetta concretamente da te per contribuire all’efficace attuazione del Modello e quindi alla conformità 231".


*Stefano Barlini, CIA, CISA, CCSA, QAR, stefano.barlini@tiscali.it. È componente di Organismi di Vigilanza 231 e professionista specializzato in servizi di consulenza in materia di risk management, internal auditing e controllo interno. Si occupa di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo fin dalla loro introduzione nel nostro ordinamento. Tra le altre, è autore delle seguenti principali pubblicazioni:
- I Modelli di organizzazione e di gestione ex art. 30 del D.Lgs. 81/2008 – Guida interpretativa e applicativa "open source";
- Cos'è la 231?;
- I Benefici dei Modelli 231 per l'azienda;
- I costi di sviluppo e mantenimento di un Modello ex D.Lgs. 231/2001;
- Guida Federchimica ai Modelli 231 per i reati in materia di salute e sicurezza.

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