28 luglio 2011

Ancora sull’efficace attuazione dei Modelli 231: l'integrazione del Modello 231

Integrazione: le previsioni contenute nel Modello e, in particolare le procedure si integrano nell’operatività aziendale senza entrare in conflitto e non rimanendo un corpo autonomo.
di Stefano Barlini, CIA, CISA, CCSA, QAR*

Per cogliere subito il merito di questa asserzione cito spesso le risposte che ho avuto l’occasione di ricevere, a fronte del mio interesse a comprendere la realtà aziendale presso la quale mi accingevo ad avviare una relazione professionale “Quali procedure le interessano dott. Barlini? Quelle della qualità? O quelle della 231? O piuttosto quelle della 262? O quelle predisposte dai singoli uffici? O ancora quelle … ”.
Superato l'iniziale smarrimento, la mia replica di solito è “Mi interessano le procedure che sono attuate e osservate in azienda…”, e non sempre la risposta porta il mio interlocutore ad indicare una delle tipologie precedentemente elencate!

Si pone, pertanto, ancora una volta in maniera evidente il tema dell’efficace attuazione dei Modelli 231 e in particolare delle procedure in essi incluse, in questo contesto, in dipendenza e relazione con l’esistenza in azienda di ulteriori componenti del sistema di controllo interno (i.e. sistemi di gestione della qualità, sistemi di controllo interno amministrativo-contabile, procedure organizzative, ordini di servizio, organigrammi, funzionigrammi, procure, deleghe, check list, etc.).

Sulla base dell’asserzione qui in discussione si può affermare che l’efficace attuazione è seriamente minacciata in contesti in cui le “procedure 231” ad indirizzo e controllo delle attività giudicate sensibili da parte dell’azienda sono:
  • un corpo autonomo e distinto (in taluni casi distribuite in un più che discreto numero di Parti Speciali del Modello) rispetto alle altre procedure aziendali e/o altri componenti del sistema di controllo interno;
  • disegnate senza tenere conto dei Destinatari (si veda, al riguardo, anche il post sulla "praticità") ossia della loro operatività, prassi, carichi di lavoro esistenti; esigenze, difficoltà e/o inefficienze; siamo tutti consapevoli di quanto sia difficile introdurre una procedura che modifica l’assetto corrente in un’organizzazione? Tanto più una nuova procedura (231 o non 231) è lontana dall’operatività aziendale esistente, tanto più per essa sarà difficile l’effettiva ed efficace attuazione e osservanza.
In conclusione, l’efficace attuazione di un Modello e, in particolare, delle procedure di indirizzo e controllo delle attività sensibili può migliorare indubbiamente quando le relative previsioni si integrano con l’operatività aziendale, divenendone un “di cui”coerente e pienamente inserito nell’ambito dei medesimi processi di linea o di supporto posti in essere dall’azienda.

In definitiva e a tendere, tanto più gli indirizzi di comportamento, in applicazione di esigenze operative, amministrative nonché di conformità a determinati requisiti, saranno tra di loro integrati, coerenti e unitari ( del tipo “mi assicuro che gli incarichi di consulenza scientifica siano adeguatamente contrattualizzati, autorizzati, etc. per assicurare il miglior valore alla mia società, nonché la corretta e tempestiva registrazione del costo, così come il rispetto dei requisiti di legge in materia…”), tanto maggiori saranno le loro probabilità di funzionamento e l’efficacia complessiva del sistema che si basa su di essi (vedi anche "D.Lgs. 231/01: riflessioni sui Modelli organizzativi").

Personalmente sono solito immaginare e rappresentare un Modello 231, sia nella sue entità di rischio che nelle sue entità di controllo, come una “vista di sezione” dei processi di business e di supporto che già caratterizzano un’azienda, non ammettendo l’esistenza di un terzo genere (variamenti definiti “processi 231”, “processi correlati”, etc.).

(segue)


*Stefano Barlini, CIA, CISA, CCSA, QAR, stefano.barlini@tiscali.it. È componente di Organismi di Vigilanza 231 e professionista specializzato in servizi di consulenza in materia di risk management, internal auditing e controllo interno. Si occupa di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo fin dalla loro introduzione nel nostro ordinamento. Tra le altre, è autore delle seguenti principali pubblicazioni:
- I Modelli di organizzazione e di gestione ex art. 30 del D.Lgs. 81/2008 – Guida interpretativa e applicativa "open source";
- Cos'è la 231?;
- I Benefici dei Modelli 231 per l'azienda;
- I costi di sviluppo e mantenimento di un Modello ex D.Lgs. 231/2001;
- Guida Federchimica ai Modelli 231 per i reati in materia di salute e sicurezza.

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