14 luglio 2011

Le proposte di Eni per il sistema di Corporate Governance

Nel suo intervento del 9 maggio all'Assemblea annuale della Consob (leggi il testo) Paolo Scaroni (Amministratore delegato dell'ENI) ha aperto il dibattito sulla necessità di rivedere il modello di corporate governance italiano, anticipando che Eni avrebbe presentato al pubblico dibattito una proposta di revisione del sistema di corporate governance, articolata in tre punti:
  • la razionalizzazione del sistema di controllo, per recuperare in velocità ed efficacia;
  • il rafforzamento del contributo strategico del Consiglio di amministrazione, con il potenziamento della presenza di manager;
  • la continuità della governance, recependo dall'esperienza estera la prassi di differenziare la scadenza dei consiglieri, mantenendo così il Consiglio e i suoi Comitati sempre in piena operatività.
Ieri, 13 luglio, ENI ha presentato alla stampa 35 proposte di Corporate Governance (vai alle proposte Eni per il sistema di Corporate Governance), risultato di una studio delle best practice estere sul tema e dell'esperienza internazionale della società.

Le proposte riguardano in primo luogo il Consiglio di Amministrazione e le principali figure che ne fanno parte (Presidente e Amministratore Delegato, ma anche il Segretario del Consiglio) e ne mettono in rilievo il ruolo strategico, che richiede anche la nomina di amministratori con i necessari requisiti di professionalità. La diversity (non solo di genere) degli amministratori è stata considerata come requisito fondamentale per la corretta composizione dell'organo consiliare. L'esigenza di assicurare la continuità del Consiglio ha condotto a suggerire la scadenza differenziata degli amministratori (c.d. staggered board), come facoltà da lasciare alla libera scelta delle singole società.

Anche i compiti dei Comitati del Consiglio vengono rivisti in funzione del ruolo strategico del Consiglio, valorizzando nel contempo i compiti di controllo del Collegio sindacale. Accanto alla razionalizzazione del sistema di controllo interno, è messa in evidenza la necessità di prevedere, all'interno di esso, un'articolata ed efficace struttura di risk management. Un ultimo gruppo di proposte ha come riferimento gli azionisti, al fine di coinvolgerli maggiormente nella vita della società e di migliorarne l'informazione. Per l'Assemblea sono auspicate norme che ne snelliscano le procedure, contenendo gli interventi di mero disturbo e iniziative che promuovano la trasparenza delle politiche di voto degli investitori istituzionali.

Le proposte vengono ora sottoposte al pubblico dibattito, aperto al mondo economico, finanziario, accademico e istituzionale, per giungere a un insieme condiviso di soluzioni da recepire nel Codice di autodisciplina delle società quotate o che le autorità pubbliche potrebbero far proprie per iniziative di modifica legislativa del sistema italiano di Corporate Governance.

Nessun commento:

Posta un commento