03 novembre 2011

Regole europee per gli appalti pubblici

Il 25 ottobre 2011 il Parlamento europeo ha discusso e votato una risoluzione non legislativa relativa alle regole europee sugli appalti pubblici. Obiettivo della risoluzione è quello di contribuire alla preparazione delle proposte legislative di riforma che la Commissione presenterà a dicembre.

In particolare il Parlamento invita la Commissione a:
  1. migliorare la certezza giuridica, chiarendo il campo di applicazione delle direttive sugli appalti, con riferimento tra l'altro alla definizione di "organismo di diritto pubblico" e di "concessione di servizi;
  2. utilizzare criteri più ampi per l'assegnazione degli appalti sostituendo, in via generale, il criterio del "prezzo più basso" con un quello dell'"offerta economicamente più vantaggiosa", in modo da tenere conto dei benefici economici, sociali e ambientali dell'intero ciclo di vita dei beni o dei servizi. Tale soluzione non esclude che il criterio del "prezzo più basso" possa continuare ad essere utilizzato nel caso di prodotti o servizi altamente standardizzati;
  3. semplificare le norme, in quanto le direttive troppo dettagliate aumentano il rischio di inadempienza per le amministrazioni aggiudicatrici e i fornitori;
  4. consentire procedure più flessibili sia nella fase di qualificazione dei fornitori sia in relazione alla fase di esecuzione del contratto;
  5. facilitare l'accesso delle PMI, suddividendo gli appalti in lotti e incoraggiando i raggruppamenti temporanei di imprese;
  6. promuovere un "passaporto elettronico appalti" che certifichi in tutti gli Stati membri il rispetto da parte dell'operatore dei requisiti previsti dalla legislazione UE in materia di appalti pubblici;
  7. consentire l'autocertificazione dei requisiti per partecipare alla gara, limitando la richiesta degli originali alla fase finale;
  8. promuovere soluzioni efficaci per assicurare la trasparenza e il corretto uso del denaro del contribuente, contrastare la corruzione, gestire offerte eccezionalmente basse;
  9. estendere l'uso dell'e-procurement, in modo da assicurare che almeno il 50% degli appalti pubblici indetti dalle istituzioni UE e dagli Stati membri si svolga con procedura elettronica; in proposito, il Parlamento sottolinea la necessità di sviluppare un sistema normalizzato di firma elettronica e di assicurare l'interoperabilità tra le diverse piattaforme già esistenti negli Stati membri;
  10. consentire alle amministrazioni aggiudicatrici di tenere conto dell'esperienza maturata con un offerente sulla base di una relazione ufficiale di valutazione; le esclusioni di aggiudicatari che si siano resi colpevoli di illeciti durante una precedente procedura di appalto devono essere limitate nel tempo.
Fonte: Assonime

Nessun commento:

Posta un commento