Adeguamento normativa sicurezza sul lavoro in ambito portuale e marittimo al D.lgs 81/ 08: last call

di Alessandro Ferrari
Resp. Sicurezza e Safety
Grandi Navi Veloci spa

E’ noto che l'art.3, co. da 1 a 3 del D.lgs 81/08*, rinvia a successivi decreti l'adeguamento delle normative sulla sicurezza del lavoro portuale e per i lavoratori marittimi. Detti ambiti sono regolati, per la loro specificità, da norme di dettaglio (d.lgs 272/99 e d.lgs 271/99).
Il d.lgs 81/08 ha previsto un arco temporale per l’adeguamento che si esaurisce, a seguito di numerose proroghe, a maggio di quest’anno (leggi anche "Adeguamento dei decreti sulla sicurezza nei porti e a bordo delle navi al d.lgs. 81/08").

Nel corso del 2010 e del 2011, presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sono stati istituiti due tavoli tecnici che hanno elaborato rispettivamente gli schemi di decreto per l’adeguamento di entrambi i settori produttivi e delle relative specificità lavorative: tale attività ha visto la partecipazione fattiva delle Associazioni di categoria datoriali, delle OOSS, di funzionari del Ministero del Welfare, del Comando Generale delle Capitanerie di porto, di Assoporti e di funzionari delle ASL che incidono su alcuni porti di interesse nazionale.

L’attività si è svolta attraverso ampi dibattiti e confronti serrati e aperti, finalizzati a fornire indicazioni e esperienze che potessero promuovere sinergie costruttive finalizzate all’elaborazione di uno strumento normativo applicabile, volto alla più ampia promozione delle misure e procedure di prevenzione e protezione dei lavoratori tenendo in debito conto la specificità del settore marittimo portuale anche dal punto di vista dell’ambito internazionale in cui esso opera e da cui discendono impianti cogenti già applicati.
Si è pertanto quasi riusciti a ottenere una soddisfacente uniformità di pensiero anche laddove si è faticato a rappresentare ad alcuni funzionari istituzionali che il lavoro marittimo e il rapporto di lavoro ad esso sotteso non possono essere assimilati per diversi aspetti all’impianto del cosiddetto testo Unico, soprattutto per quanto concerne la sorveglianza sanitaria e gli assetti della formazione e addestramento già disciplinati nella Convenzione STCW e dalla SOLAS.
In quest’ottica si sono approfonditi anche gli ambiti di applicazione del DUVRI a bordo di una nave (sia per gli ambiti manutentivi che per quelli di appalto di servizi: pensiamo – come avviene nella maggior parte dei casi - a una nave che deve effettuare un intervento di manutenzione all’estero o che necessiti per essere imbarcata ovvero sbarcata di servizio in un paese estero) e l’assetto organizzativo a bordo di una nave, le interazioni con il Codice della Navigazione (legge speciale) e con l’ISM Code.
Si è presa in considerazione, sempre nell’ottica della non sovrapposizione ovvero della contraddizione di/tra impianti normativi, la previsione dell’art. 30 sui modelli di gestione di alea 231, promuovendo il riconoscimento ex lege del sistema di gestione del Safety Management System.

Ora siamo al dunque: se entro il prossimo mese dai Ministeri competenti o dal Governo non arriverà alcun cenno, il d.lgs 81/08 entrerà in vigore abrogando i dlgs 271/99 e 272/99 con rilevanti ricadute in termini di incompatibilità di ambiti applicativi, sovrapposizione di disposizioni, aspetti inapplicabili (con conseguenti problemi di carattere interpretativo e esposizione sanzionatoria “random”), drastica riduzione delle performance operative di navi e porti senza alcun beneficio aggiuntivo in termini di sicurezza sul lavoro…

Le Associazioni Confitarma, Assoporti, Assiterminal, Assologistica, Fedarlinea, le OOSS e altri enti associativi in rappresentanza delle istanze del settore, hanno rivolto diversi appelli al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti al fine di sollecitare l’attenzione delle Istituzioni sul problema.
Gli operatori del settore si sono uniti all’appello e hanno quantomeno sortito l’effetto di “smuovere le acque” nei confronti di questo “last call”.
Confidiamo pertanto che qualcosa sia fatto, pena pesanti ricadute sul settore dello shipping e della portualità italiane che provocherebbero una distorsione della concorrenza a favore di altri porti del bacino del mediterraneo o del nord Europa così come a navi di altre bandiere dove le normative sulla sicurezza sono “compatibili” con le realtà cui si applicano: tutto ciò senza alcun valore aggiunto per la sicurezza dei nostri lavoratori impiegati a bordo delle navi o sulle banchine.
Ritengo che questo combinato disposto di fattori, soprattutto nell’ambito congiunturale economico e sociale attuale, non possa non essere fonte di riflessione e di adeguato intervento da parte di chi riveste ruoli di responsabilità istituzionale.


(*) D.Lgs. 81/81, art. 3, co. 1-3 (fonte: Normattiva)
1. Nei riguardi [...] dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative [...], individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati [...] dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione.
2. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto [...] si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi e di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272 .
3. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272 [...] decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto.

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