27 marzo 2012

Delitti contro la fede pubblica, commercio di prodotti con segni falsi (Cassazione, sentenza n. 47081 del 2011)

La Corte di cassazione, quinta sezione penale (Presidente A. Grassi, Relatore P. G. Demarchi Albengo), con sentenza n. 47081 del 18 novembre 2011 (depositata il 20 dicembre 2011) ha stabilito che non integra il delitto di commercio di prodotti con segni falsi colui che ponga in vendita ricambi per auto non originali sui quali sia stato riprodotto, quale elemento estetico presente sul componente originale, il marchio del costruttore del veicolo.

La fattispecie aveva ad oggetto la pubblicizzazione e commercializzazione su siti internet di copricerchioni provenienti da produttori indipendenti ed in proposito i giudici di legittimità hanno precisato che in tali casi il marchio del costruttore apposto sugli stessi non svolge la sua tipica funzione distintiva, ma piuttosto quella estetico-descrittiva di riprodurre fedelmente il ricambio originale. In proposito la Corte ha altresì chiarito che la riconoscibilità della provenienza industriale del ricambio non può essere infatti garantita attraverso l'alterazione del suo aspetto, che ne comprometterebbe il suo utilizzo finale, bensì tramite le modalità di pubblicizzazione e confezionamento del prodotto:

«La funzione naturale ed essenziale del marchio consiste nell'individuazione dell'origine del prodotto o del servizio contrassegnato, per distinguere senza confuzione possibile questo prodotto o questo servizio da quelli di provenienza diversa. [...]
Ma il marchio, sebbene la sua funzione principale sia, come si è detto, quella di individuare la provenienza del bene, può assumere anche diversi ruoli laddove rappresenti non la "firma" del produttore, bensì una caratteristica estetica o descrittiva del prodotto


Scarica il testo della Sentenza n. 47081 del 2011.

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