Stato della Città del Vaticano, antiriciclaggio e responsabilità amministrativa degli enti

Lo scorso 25 gennaio 2012 lo Stato della Città del Vaticano ha promulgato, per decreto, la nuova versione della legge 127/2010, "Legge concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo".

Il testo della nuova legge, all'articolo 42 bis "Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche", prevede (comma 1) che nel caso di condanna per la commissione di uno dei reati stabiliti dagli articoli 421 bis e 138 ter del codice penale (rispettivamente, "riciclaggio e auto-riciclaggio" e "associazioni con finalità di terrorismo o di eversione"), si applica alla persona giuridica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 20.000 ad euro 2.000.000 se:
  • il condannato riveste "funzioni di rappresentanza legale, amministrazione, dirigenza o funzioni simili", oppure "è sotto la responsabilità diretta, la vigilanza o il controllo di uno dei soggetti" predetti;
  • e se il reato è "stato commesso nell'interesse della persona giuridica".
Lo stesso articolo, al comma 2, precisa che la persona giuridica non è responsabile se:
  • "ha adottato ed attuato politiche, assetti organizzativi, misure e procedure adeguati alla prevenzione" di tali reati;
  • "il ruolo di vigilanza e controllo interno alla persona giuridica è stato affidato ad organismo o enti terzi rispetto alla medesima persona giuridica";
  • "il reato è stato commesso eludendo in maniera fraudolenta la vigilanza e il controllo interni...".
Oltre alla sanzione pecuniaria, è prevista l'interdizione temporanea dall'esercizio dell'attività (comma 3) se, tra le altre cose, "la persona giuridica ha tratto dal eato un profitto di notevole entità" o se "la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze" organizzative.

Se sono evidenti i richiami al testo del d.lgs. 231/01 dell'ordinamento italiano, balza anche all'attenzione del lettore che il d.lgs. 231/01 richiede che "il compito di vigilare sul funzionamento  e  l'osservanza  dei modelli di curare il  loro  aggiornamento  e'  stato  affidato  a  un organismo dell'ente dotato di autonomi  poteri  di  iniziativa  e  di controllo", mentre per lo Stato della Città del Vaticano il "ruolo di vigilanza e controllo" deve essere affidato ad organismi od enti terzi.

Su "La Stampa" un commento alla nuova disposizione e il testo integrale del provvedimento, preceduto dal relativo Decreto.

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