Contratto di lavoro a termine e mancata valutazione dei rischi

"La clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, è nulla per contrarietà a norma imperativa e il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato." (Cassazione Civile, Sez. Lav., sentenza n. 5241 del 2 aprile 2012).

La Corte di Cassazione, con la sentenza sopra citata, ribadisce il divieto «all'apposizione del termine (al contratto di lavoro subordinato, ndr) "da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni"» già previsto dall'art. 3, lett. d), del d.lgs. n. 368/01; «Ne risulta che la nullità della clausola del termine di durata al contratto di lavoro apposto in divieto di norma imperativa comporta la nullità dell'opzione contrattuale scelta dalla parti contraenti verso l'ipotesi derogatoria (del lavoro a termine) e la validità del contratto di lavoro, stipulato inter partes, secondo la regola generale del rapporto a tempo indeterminato.»

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