Il falso in revisione esce dall'elenco dei reati ex d.lgs 231/01

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 34476 del 23 giugno 2011, confermano l’inapplicabilità del d.lgs. n. 231/2001 alla fattispecie di falsità nelle relazioni delle società di revisione attualmente prevista dall’art. 27 d.lgs. n. 39 del 2010 (sostitutivo degli artt. 2624 c.c. e 174-bis T.u.f.) ed enunciano il seguente principio di diritto:
"il D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, nell'abrogare e riformulare il contenuto precettivo dell'art. 174-bis T.U.F. (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione), non ha influenzato in alcun modo la disciplina propria della responsabilità amministrativa da reato dettata dal D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25- ter, poichè le relative fattispecie non sono richiamate da questo testo normativo e non possono conseguentemente costituire fondamento di siffatta responsabilità".

Pertanto, il reato di falso in revisione (richiamato dall'art. 25-ter, lettera g) del d.lgs. 231/01) "esce" dall'elenco dei reati presupposto del d.lgs 231/01.

Leggi il testo della sentenza sul sito della Corte di Cassazione.

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