24 aprile 2012

Sistemi strutturati di gestione del rischio fiscale e incentivi, prime note

Il disegno di legge sulla delega fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 aprile, introduce - al Capo II "Contrasto all'evasione e all'elusione e revisione del rapporto tra fisco e contribuente", art. 7 "Gestione del rischio fiscale, governance aziendale e tutoraggio" -  il concetto di "sistemi strutturati di gestione del rischio fiscale":

«Art. 7 (Gestione del rischio fiscale, governance aziendale e tutoraggio)
1. Con i decreti legislativi di cui all'articolo 1, il Governo è delegato ad introdurre norme che prevedono forme di comunicazione e cooperazione rafforzata tra le imprese e l'amministrazione finanziaria, nonché, anche, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale, con una chiara attribuzione di responsabilità nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni.
2. Nella introduzione delle norme di cui al comma 1, il Governo può, altresì, prevedere incentivi sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti, riduzione delle eventuali sanzioni.
...»


L'etichetta "sistemi strutturati di gestione del rischio fiscale", di per sé, non dice granché sulle future intenzioni del Governo (è già stato richiamato "quanto già previsto dal decreto legislativo n. 231 del 2001", che in realtà è qualcosa di ben più ampio del suo solo articolo 6); di per sè, un sistema di controllo interno ben strutturato dovrebbe già identificare (tra gli altri) anche i rischi inerenti gli adempimenti fiscali e le relative misure di controllo. Sarà quindi interessante vedere se e quali integrazioni il legislatore vorrà realizzare tra la normativa sulla responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/01 e i "sistemi strutturati di gestione del rischio fiscale".
Quale che sia la futura scelta operata dal legislatore, di rilevante interesse è la previsione che l'onere relativo all'adozione di tali "sistemi strutturati di gestione del rischio fiscale" possa essere compensato da incentivi "sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti" e di "riduzione delle eventuali sanzioni". Una "tentazione" già emersa - seppur in un contesto diverso - nella bozza del Decreto Semplificazioni (DL n. 5/2012, n. 5), che ha poi perso vigore lungo il cammino della conversione in legge.

Al proposito, sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri si legge che:
«Nell'intento di migliorare il rapporto tra fisco e contribuente, secondo l'impostazione della enhanced relationship incoraggiata dall'OCSE, per i soggetti di maggiori dimensioni è prevista l'introduzione di sistemi aziendali di gestione e controllo del rischio fiscale. Alle aziende che attiveranno questi sistemi interni di controllo saranno garantiti una serie di incentivi in termini di minori adempimenti, riduzione delle sanzioni e minori accertamenti».

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