31 luglio 2012

Decreto 6 giugno 2012: aspetti sociali degli appalti pubblici

Il Ministero dell'ambiente ha adottato, con decreto del 6 giugno 2012, la «Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici» (G.U. n. 159 del 10/7/2012).

Il documento è elaborato nell'ambito del "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione", (PAN GPP) adottato con il decreto interministeriale del 11 aprile 2008, a sua volta previsto dalla L. 296/06.

La Guida (scaricabile gratuitamente) fornisce indicazioni operative sugli aspetti sociali nella definizione dei bandi di gara della Pubblica Amministrazione, per l'acquisto di beni e servizi e per l'esecuzioni di lavori. L'attenzione agli aspetti sociali è indispensabile per poter garantire un concetto di "sostenibilita'" che comprenda oltre alla sfera ambientale, quella sociale e quella economica, come richiamato in numerosi documenti dell' Unione europea.


Presentazione

Il Ministero dell'ambiente ha adottato, con decreto del 6 giugno 2012, la «Guida  per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici» (G.U. n. 159 del 10/7/2012).

Il documento è elaborato nell'ambito del "Piano d'azione  per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore  della  pubblica amministrazione", (PAN GPP) adottato con il decreto interministeriale del 11 aprile 2008, a sua volta previsto dalla L.  296/06.

La Guida fornisce indicazioni  operative  sugli aspetti sociali  nella  definizione dei bandi di gara della Pubblica Amministrazione, per  l'acquisto  di beni e servizi e per l'esecuzioni di lavori. L'attenzione  agli  aspetti  sociali  è  indispensabile  per   poter garantire un concetto di "sostenibilita'" che comprenda oltre   alla   sfera ambientale, quella sociale e quella economica,  come richiamato  in  numerosi  documenti  dell' Unione europea.

L'applicazione della Guida  potrà  essere  valutata  dalle stazioni appaltanti anche  in  ragione  del  "grado  di  rischio"  di violazione dei diritti umani che si possono verificare nelle  diverse catene di fornitura  delle  merceologie  oggetto  dell'appalto (tra i settori maggiormente a rischio il tessile e  l'agro-alimentare).

Nel documento, per "criteri sociali"  si  intendono  i  criteri tesi a promuovere l'applicazione, lungo la catena di fornitura, degli standard sociali riguardanti i  diritti  umani  e  le  condizioni  di lavoro, riconosciuti a livello internazionale (ad esempio dalle Convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro -  ILO, su salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, definizione del salario minimo, lavoro minorile, ecc.).

Le Pubbliche Amministrazioni,  integrando  i  criteri  sociali  negli appalti pubblici, possono contribuire a migliorare il soddisfacimento dei diritti umani e le condizioni di lavoro  lungo  tutta  la  catena della fornitura, favorendo al contempo lo sviluppo  del  mercato  dei prodotti realizzati rispettando tali diritti.  Trasparenza e tracciabilità  della  catena sono l'approccio indicato dalla Guida: tale  approccio  prevede   la   costruzione   di   un   "dialogo   strutturato"   tra   le Amministrazioni aggiudicatici e i relativi fornitori, attraverso il  quale  si  sviluppa  la  dimensione  della responsabilità    sociale  nell'ambito del  settore degli approvvigionamenti pubblici.

Il dialogo strutturato ha gli obiettivi di migliorare  la  conoscenza relativa alle condizioni di lavoro e al rispetto  dei  diritti  umani lungo la catena di fornitura  e  di  permettere  il
monitoraggio  dell'applicazione  dei  criteri  sociali  dell'appalto, compresa l'attivazione di eventuali meccanismi correttivi in caso  di mancato rispetto degli stessi.

Inoltre, il quadro normativo  vigente  degli  appalti  pubblici  prevede  varie misure relative alla protezione sociale e alle  condizioni  di lavoro, come quelle relative alla salute e sicurezza nei  luoghi di   lavoro   e   alla   valutazione dell'adeguatezza del valore economico delle offerte rispetto al costo del  lavoro . Il quadro normativo consente  inoltre  alle  stazioni  appaltanti  la possibilità  di  chiedere  particolari  condizioni   di   esecuzione contrattuale che possono attenere ad esigenze  di  carattere  sociale.


Il dialogo strutturato tra Amministrazioni e fornitori

Il dialogo si sviluppa attraverso varie attività, tra cui:
  • informazione agli operatori economici: l'Amministrazione aggiudicatrice, con adeguato anticipo rispetto alla prevista prima applicazione dei criteri sociali, informa gli operatori economici circa la volonta' di integrare i criteri sociali nelle proprie attivita' contrattuali;
  • inserimento di clausole contrattuali relative alla conformità a standard sociali minimi tra le condizioni di esecuzione contrattuale: l'Amministrazione aggiudicatrice inserisce specifiche clausole nel capitolato speciale e nel contratto di fornitura che riguardano gli impegni assunti dall'aggiudicatario relativi sia alla conformità agli standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, sia al monitoraggio degli stessi;
  • sottoscrizione di una "Dichiarazione di conformità a standard sociali minimi": la dichiarazione (da allegare al capitolato e al contratto di fornitura) riporta l'assunzione di impegni dell'aggiudicatario verso il rispetto di standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, e la collaborazione con l'Amministrazione aggiudicatrice per il monitoraggio degli impegni assunti;
  • compilazione di un questionario di monitoraggio della conformità agli standard sociali minimi: nel corso della durata del contratto, l'Amministrazione invia all'aggiudicatario un questionario relativo al monitoraggio della conformità agli standard sociali minimi che è tenuto a compilare ed inviare all'Amministrazione entro congrui termini stabiliti dalla stessa;
  • verifiche ispettive: l'Amministrazione effettua verifiche ispettive, o fa effettuare per proprio conto da soggetti specificatamente incaricati, finalizzate a monitorare il rispetto delle clausole contrattuali;
  • azioni correttive: l'aggiudicatario potrà essere tenuto ad effettuare adeguate azioni correttive, che possono coinvolgere i sub-fornitori, di cui l'Amministrazione aggiudicatrice potrà chiederne l'attuazione entro i termini stabiliti dalla stessa; sarà tenuto a dimostrare che le clausole sono rispettate e a documentare l'esito delle eventuali azioni correttive effettuate;
  • penalità: l'Amministrazione stabilisce penalità proporzionali alla gravità delle violazioni contrattuali inerenti la non conformità agli standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, fino alla risoluzione del contratto.

(Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri)

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