25 settembre 2012

La responsabilità penale delle persone giuridiche in Albania

Ripropongo, di seguito, alcuni passaggi dell'intervento di Ersi Bozheku alla Conferenza Internazionale "Lo sviluppo delle scienze penalistiche alle soglie del nuovo millennio" (Tirana, 20-21 aprile 2012). La relazione è pubblicata integralmente dalla rivista "Diritto Penale Contemporaneo".

«... la responsabilità penale degli enti trova un riscontro già nell'articolo 45 del codice penale del 1995, il quale prevede la responsabilità delle persone giuridiche per reati realizzati in nome o a vantaggio degli stessi. Al comma 2 viene tuttavia precisato che la disposizione non può trovare applicazione, riservando al legislatore il dovere di disciplinare con apposita legge le regole attinenti alla pena, all'esecuzione, ai reati cui la disciplina può essere applicata, le disposizioni di natura processuale ecc.

E cosi è stato: il 14.06.2007 è stata emanata la legge nr. 9754 che disciplina proprio la "responsabilità penale delle persone giuridiche" in Albania. Si tratta di una legge dai contenuti molto scarsi; pochissime norme, appena 30 disposizioni, sia di diritto processuali che sostanziale, mentre per lo più si rinvia alle disposizioni dei due codici.
Con riferimento ai criteri di responsabilità viene riprodotto il testo dell'articolo 45 del codice penale: la responsabilità penale scatta in relazione a qualsiasi reati realizzato in nome o a vantaggio della persona giuridica.
Immediatamente, i primi commentatori hanno posto la domanda: ma come può un soggetto apicale ovvero un dipendente realizzare un reato in nome dell'ente? Caso mai si può parlare di una responsabilità anche della persona giuridica con riferimento ad ipotesi di reato realizzate da una persona fisica mentre svolge la propria attività per conto dell'ente e nell'ambito, nonché nei limiti, del mandato espressamente conferitogli. ...

Altro aspetto problematico che si riscontra con riferimento alla disciplina albanese riguarda il criterio d'imputazione soggettiva.
Anche l'interpretazione di questo requisito è problematica, posto che la legge albanese nulla disciplina a riguardo. Se in Italia, ben o male, il legislatore prevede a riguardo i c.d. modelli organizzativi e di controllo efficaci a prevenire e reprimere le condotte illecite all'interno dell'ente, la legge albanese rappresenta un vulnus sul punto.»

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